"Manuale di pittura e calligrafia" di Saramago

José Saramago

H. fa il pittore, anche se ha abbandonato la deriva dell'arte per virare verso il ritratto, in fondo non è che abbia tanta scelta con i tempi che corrono, con il regime che incombe e la tensione imperante. Ma il suo talento per la figura non è poi così sviluppato come quello per la scrittura, e il tutto cambia direzione, la sua attività subisce un vero e proprio "spostamento dimensionale" per orientarsi verso la calligrafia, sintesi sublime di parola e disegno.

La storia si chiama "Manuale di di pittura e calligrafia" ed è un triangolo di lettere, un complicato intrigo di personaggi che si identificano con una semplice iniziale, come nella migliore delle tradizioni kafkiane. Una vicenda, al limite dell'autobiografico, quasi un diario trasfigurato della vita dello stesso premio Nobel José Saramago, che oscilla tra Portogallo e Italia, affondando nell'atmosfera fascista e nella speranza della liberazione. Si tratta in fondo di una nuova chiave, dopo il "ritratto appassionato" di Armando Baptista-Bastos, per carpire i segreti dell'immaginazione del grande scrittore.

[...] e questi fogli di carta sono un altro tentativo, cui mi avvicino a mani nude, senza colori ne pennelli, solo con la mia calligrafia, con questo filo nero che si arrotola e si srotola, che poi rallenta tra punti e virgole, che prende fiato in qualche piccola radura bianca per avanzare poi sinuoso, come se percorresse il labirinto di Creta o le budella di S.[...]

Via | einaudi.it

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