La letterina di Natale dei Redattori Precari

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Non faccio certamente nulla di originale citando in questo post la letterina di domande natalizie che la Rete dei Redattori Precari, realtà che si batte per i diritti dei lavoratori sfruttati della filiera editoriale, ha inviato qualche giorno fa all'attenzione di Marco Polillo, presidente dell'AIE, associazione italiana editori.

Non faccio nulla di originale, dicevo, lo hanno già fatto in tanti dai propri blog, siti, profili twitter e facebook, ma faccio qualcosa di giusto, perché la battaglia che la REREPRE sta portando avanti tra mille difficoltà da qualche anno non è una battaglia di retroguardia, tutto il contrario, è la battaglia che la nostra generazione deve vincere.

Se hai tra i 25 e i 35 anni - ma a volte sono anche di più - e cerchi di lavorare nel settore editoriale hai certamente già toccato con mano, scottandoti, il muro incandescente di difficoltà che ti è posto davanti per poter arrivare a chiamare la tua attività "lavoro". Addetti di ufficio stampa,. correttori di bozze, ma anche redattori, editor, grafici & impaginatori, venditori, segretari: ognuno degli ingranaggi che fanno funzionare l'intera filiera è intaccato da questa ruggine.

E allora ben vengano queste domande (che trovate dopo il salto), ma, per favore che vengano anche le risposte.

1) Secondo la vostra associazione c’è un rapporto tra qualità del lavoro (in termini di diritti, tutele e serenità del lavoratore) e qualità del prodotto editoriale?

2) Secondo la vostra associazione, il lavoratore è un costo o un patrimonio?

3) La vostra associazione attua controlli mirati ad accertare che gli editori aderenti non eludano le leggi in materia di diritto del lavoro?

4) L’industria editoriale gode di facilitazioni e sovvenzioni pubbliche di vario genere. La vostra associazione non ritiene che ciò dovrebbe impegnare gli editori a far ricadere i benefici ottenuti anche sui propri lavoratori?

5) Perché nell’ambito dell’ultimo rinnovo del CCNL grafici-editoriali la vostra associazione si è dichiarata contraria a concordare con le controparti un sistema regolamentativo che, senza nuocere alle case editrici, garantisca condizioni di lavoro più dignitose ai loro collaboratori?

6) La vostra associazione sarebbe disposta a definire un sistema di riconoscimento e valorizzazione delle case editrici che instaurano con i propri collaboratori rapporti di lavoro corretti ed equi, al fine di incentivare queste condotte?

7) La vostra associazione sarebbe disposta ad aprire un dialogo con la Rete dei Redattori Precari sulla questione del precariato in editoria?

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