Gustave Flaubert, l'anniversario della nascita

"Perché scrivere queste pagine? A cosa servono? Che cosa posso saperne io stesso? È alquanto sciocco, credo, andare a chiedere agli uomini il motivo delle loro azioni e dei loro scritti." (Memorie di un pazzo)

Flaubert

Il piccolo Gustave Flaubert andava male a scuola. Soprattutto in scrittura, a causa dell’ortogrofia poco curata e di una “fantasia eccessiva”, come dissero i suoi insegnanti. Però leggeva molto, e quella fantasia giudicata eccessiva lo portava a inventare continuamente personaggi, attraverso la cui penna immaginaria scriveva lettere e dialoghi.

La sua opera principale, Madame Bovary, pubblicata alcuni anni dopo, lo portò a doversi difendere in tribunale per offesa al pubblico costume, con un esito di assoluzione e, successivamente, il successo.

È oggi l’anniversario della nascita di colui che da molti è considerato uno dei più grandi scrittori di sempre e uno degli inventori del romanzo realista.

Riportiamo alcune citazioni per celebrarlo:


  • Ama l'arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno. (citato in Focus n. 60, pag. 185)

  • Non bisogna chiedere arance ai meli, sole alla Francia, amore alle donne, felicità alla vita... (da Lettere, pag. 10)

  • Quando urla, come la voce, il cuore diventa rauco. (Citato in L'amore è tutto di Dino Basili, p. 81, Tascabili economici newton, Febbraio 1996)

  • Se si è coinvolti nella vita, la si vede poco chiaramente; la vista è oscurata dalla sofferenza, o dal godimento. L'artista, secondo me, è una mostruosità, qualcosa al di fuori della natura. (da Lettera alla madre, 15 dicembre 1850)
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