"Federico II il principe Sultano" di Benito Li Vigni

"Federico II il principe Sultano" di Benito Li VigniChe cosa c'entra un ex dirigente Eni con la storia dell'Imperatore Federico II? Non è un interrogativo lecito se l'uomo in questione è Benito Li Vigni, entrato nell'azienda petrolifera di stato con Mattei (in qualità di suo assistente personale) e rimasto nel gruppo fino al 1996, ricoprendovi posizioni chiave, "probabilmente il maggiore esperto degli interessi petroliferi italiani nel Golfo Persico", come afferma l'intervista di Paolo Jormi Bianchi su Mediachip.

Di sicuro una persona che le vicende storiche non solo le ha amate, ma interpretate direttamente dall'interno, con la complessità di chi le storie le scrive perché ne è stato il protagonista, o nel peggiore dei casi, un "osservatore più che diretto" (metaforicamente parlando). Anche se per il libro del quale parliamo, si tratta di avvenimenti che risalgono a più di nove secoli prima. Perché Federico II, oltre ad essere un vero e proprio "coacervo vivente" di titoli (Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re di Germania, Imperatore dei Romani e Re di Gerusalemme), rappresentò un "grande simbolo", un politico monumentale nella sua epoca e una figura culturale con la quale fare i conti ancora oggi, nel bene e nel male.

Se è ben nota la "vivacità filosofico-letteraria" della scuola siciliana che si sviluppò alla sua corte, pochi sanno che fu proprio lui a volere la creazione di quella che è diventata l'attuale Università degli Studi di Napoli e che, non a caso porta il suo nome. La più antica istituzione universitaria laica del mondo fondata tramite un editto (la generalis lictera) spedito direttamente da Siracusa, il 5 giugno 1224 e opposta ideologicamente a quella di Bologna, sotto l'orbita papale. Lo stupor mundi operò a favore dell'arte, dello sviluppo degli studi giuridici, della poesia e del sapere in generale, impegnandosi in prima persona nella produzione di scritti che gli valsero una reputazione di intellettuale e costruendo un mito destinato a segnare i secoli a venire per ritrovarsi nel libro di Li Vigni (per Feltrinelli) sotto la denominazione di "principe sultano".

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