Tanti auguri K. Dick! E quanto ci manchi...

philip k. dick, il cacciatore di androidi, la svastica sul sole, blade runner, libri, scrittoriMoltissimi probabilmente non hanno mai letto una sola riga di quel geniaccio di Philip K. Dick, eppure, grazie all'incredibile successo degli adattamenti cinematografici di alcuni dei suoi racconti e romanzi (seppur alcuni discutibilmente aderenti agli originali) il nome di questo incredibile scrittore di fantascienza riecheggia e i suoi libri si vendono ancora abbastanza velocemente nelle librerie di tutto il mondo.

Questo è stato l'effetto positivo di film più o meno riusciti tratti da alcuni suoi geniali racconti, come Minority Report, e Atto di forza, o da alcuni suoi romanzi. Indimenticabile resterà per sempre l'adattamento de Il cacciatore di androidi (in inglese uscito con un titolo molto più bello, ovvero Do Androids Dream of Electric Sheep?), quel Blade Runner di Ridley Scott che ha fissato negli occhi di almeno un paio di generazioni l'incredibile rapporto tra uomo e macchina, nel film tra Harrison Ford e Rutger Hauer.

Ma Philip K. Dick ci ha lasciato molto altro. Tra romanzi e racconti saranno più di un centinaio le sue opere pubblicate, opere grazie alle quale riusciva a farci fare quasi sempre dei balzi in avanti, verso un futuro che oggi è sempre più presente, ma che per lui era sogno. E chissà quanti altri racconti Philip K. Dick avrebbe avuto in serbo per noi se un infarto non lo avesse stroncato a poco più di 50 anni.

Per ricordarlo cito una sua frase, tratta da Do Androids Dream of Electric Sheep?:

Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. È una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità. Una volta o l'altra, ogni creatura vivente si trova costretta ad agire così. È l'ultima ombra, la disfatta della creazione. Questa è una maledizione che alimenta tutta la vita. Dappertutto nell'universo.

Foto | Wikipedia

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