Mare al mattino, di Margaret Mazzantini

mare al mattino I destini di Jamila e Angelina, protagoniste del nuovo romanzo di Margaret Mazzantini, Mare al mattino, sono legati al presente e al passato della terra libica. Una terra in cui la gente oggi passa il tempo “seduta su bidoni di benzina vuoti” e il cui panorama umano è fatto di “bambini ossuti, vecchi che succhiano radici per rinfrescarsi la bocca”, visto che ormai “non c'è lavoro. Solo bibite zuccherate e capre. Datteri da inscatolare per l'esportazione” e “molti giovani se ne vanno, raggiungono le zone petrolifere, i grandi blocchi neri. Le fiamme perenni del deserto”.

Jamila, nel post-Gheddafi, decide di fuggire una notte con il piccolo Farid. Aveva un marito che riparava antenne tv a vecchie signore affamate di telenovelas, per cui lui è “un salvatore di sogni”. Lei, con la fronte “come un sasso rotondo” e le labbra “come due datteri dolci e maturi”, promette a Farid che la traversata durerà il tempo di una ninna nanna.

Angelina invece, è una tripolina che negli anni '70 è stata costretta a fuggire in Sicilia proprio da Gheddafi,e la cui inquietudine è vista con gli occhi del figlio diciottenne Vito, che si accorge fin da piccolo come lei somigli al mare. “Lo stesso sguardo liquido, la stessa calma e dentro la tempesta”. Quelle di Angelina e Jamila sono vite simbolicamente sospese – o meglio oppresse – fra due opposti inconciliabili come quelli del mare e del deserto, contro i quali è inutile combattere.

E ci vuole scrittura scarna, poetica, per parlare di entrambi gli elementi, il mare e il deserto. Mazzantini riesce nell'impresa, in questo romanzo che a me ha ricordato il “respiro” narrativo di Erri De Luca. Perché come descrivere, altrimenti, la nascita delle nuove dune in primavera, “rosate e pallide. Vergini di sabbia” mentre nel ghibli infuocato “piccoli riccioli di vento” pizzicano la sabbia qua e là fra “raffiche radenti, affilate come scimitarre”?

Come riuscire poi a dire il volto del mare che vedi dalla tua barca di profugo se non come “un animale senza testa, con tante groppe”? Guardarlo è uno sbaglio, Farid lo sa. Inutile cercare la sua testa che non si affaccia da quell'ammasso di “carne blu che schiuma da una bocca sommersa”.

M.Mazzantini
Mare al mattino
Einaudi
12 euro

  • shares
  • Mail