Una diversa follia, di Karla Dougherty

Una diversa follia, di Karla DoughertyKarla Dougherty, famosa giornalista americana, nel libro Una diversa follia racconta la sua esperienza diretta di donna che convive da quarant'anni con il disturbo bipolare II.

Una prima e sommaria valutazione ci fa dire che questo è un libro coraggioso. Da anni si discute sulle patologie connesse agli sbalzi dell'umore e alla gestione delle energie, ma solo di recente ci si è addentrati in modo sistematico e preciso nell'universo delle sindromi maniaco-depressive. Ma una tale introduzione non vuol lasciar pensare che l'argomento sia un campo del tutto inesplorato, al contrario. Quello che colpisce è soprattutto il senso di estraneità che avvolge la sindrome bipolare, in generale, di secondo tipo, in particolare.

Non si tratta di un mero trattato scientifico, ma anche, e soprattutto, della narrazione del calvario che l’autrice ha passato fino alla diagnosi. Una diversa follia in un certo senso colma il gap fra letteratura medica e divulgazione, attraverso l'uso di un linguaggio semplice e accessibile e, nelle parti in cui si raccontano esperienze di vita vissuta, con uno stile che riesce a coinvolgere e a far comprendere la particolarità della situazione narrata.

Ma cos'è il disturbo bipolare II ? È un disturbo che può assumere vari aspetti: dal disturbo da panico-agorafobia, a quello ossessivo-compulsivo, dalla fobia sociale, ai disturbi del controllo degli impulsi. Una patologia complessa che spesso si pretende di curare informalmente con un: “Dai! Coraggio!”, o, peggio ancora, con un: “Ma cosa ti manca? Reagisci!”.

Esistono delle terapie molto buone, ma il primo grande scoglio è quello di riconoscere di essere malati e di dover essere curati, senza vergogna. Ammalarsi non è una vergogna – né personale, né sociale –: è quanto emerge dalle pagine del libro che, proprio per il contenuto su cui si concentra, ha bisogno di una lettura attenta e meditata che, tuttavia non lo rende un'opera inarrivabile o troppo specialistica. Al contrario, la forte componente narrativa lo rende illuminante e accessibile.

Dal testo della Daugherty si possono ricavare 10 consigli e per vivere bene con il disturbo bipolare di tipo II, ma che, con piccole modifiche, possono essere anche più generici, come 10 consigli per vivere bene tout court:


  1. dare un nome al proprio dolore: è fondamentale accettare e conoscere la fonte del proprio dolore, imparare a considerarla una vera e propria malattia che può essere curata;

  2. il diario dell’umore: è importante, secondo Karla Daugherty, stabilire una routine nella propria giornata e tenere un diario settimanale dell’umore;

  3. il ciclo del sonno: è fondamentale, per le persone con disturbo bipolare II, regolare la durata del proprio sonno (almeno 7-8 ore a notte). Il sonno costituisce anche un buon indicatore della malattia;

  4. il relax: lo stress può facilitare l’attivazione di uno stato ipomaniacale o di una fase depressiva;

  5. una vita sana: “Uno stile di vita sano funziona per tutti – scrive l’autrice –. Prendervi cura di voi stessi, mantenervi in salute e imparare tecniche rilassanti non solo tiene il vostro corpo e la vostra mente in equilibrio, ma può anche allontanare molti dei sintomi più drammatici del disturbo bipolare II: l’ansia debilitante, l’irritabilità, gli eccessi inappropriati e la rabbia”.

  6. porgere la mano: occorre sforzarsi di mantenere le relazioni sociali e incontrare persone nonostante il desiderio di isolamento.

  7. confidarsi: “avete bisogno del supporto della persona amata, e parlare alle persone che vi sono vicine vi aiuterà”.

  8. parlarne sul lavoro: se la malattia condiziona il proprio rendimento può essere d’aiuto parlarne con il capo e con i colleghi.

  9. prepararsi alla crisi: “Come chi ha bevuto troppo, anche una persona che sta cominciando a provare sentimenti euforici, impulsivi, onnipotenti, ha bisogno di una guida. Ecco qualche suggerimento per quando sentite di toccare il cielo con un dito: date le chiavi della macchina e le carte di credito a un amico fidato; rispettate le vostre abitudini decidendo in anticipo quanto tardi farete la sera; evitate l’alcol e sostanze simili; riducete al minimo il contatto con persone aggressive; prendete le medicine con scrupolosa regolarità; chiamate lo psichiatra per vedere se può regolare la vostra terapia”.

  10. le medicine: “dato che ogni persona è unica, allo stesso modo lo sarà anche il suo regime terapeutico”.

Karla Dougherty
Una diversa follia
Riuscire a vivere (e bene) son il disturbo bipolare II [sottotitolo preso dalla copertina e non presente sul frontespizio]
edizione italiana a cura del prof. A. Carlo Altamura
Sperling & Kupfer, 2011
ISBN 978-88-200-5094-8
pp. 235, euro 18,00
disponibile anche in versione eBook (ePub con DRM): euro 9,99

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