Un uomo da rispettare

Come commenterebbe le vicende di questi giorni Nagib Mahfuz, figlio del contrasto di due civiltà, quella islamica e quella dei faraoni, eppure celebrato da una terza, la nostra, quella occidentale? Premio Nobel scomparso nel 1998, fu minacciato di morte per irriverenza verso la religione islamica; la sua colpa era stata quella di aver imposto a se stesso e ai suoi personaggi il metodo della ragione, lo stesso metodo che ha invocato Ratzinger nella lectio di Ratisbona.

Solo con la ragione, sosteneva lo scrittore egiziano, si possono restituire la libertà alle coscienze e rompere i vincoli dell’integralismo, rifugio pericoloso di molte coscienze. Integralismo di cui è preda anche Othman Bayyumi, protagonista del romanzo di Mahfuz “Un uomo da rispettare” edito da Newton Compton. Il fanatismo di Othman è molto particolare. Non è un fanatismo religioso, ma è sottomesso agli stessi meccanismi. Othman è ossessionato dall’affermazione professionale.
Chi è dunque l'uomo da rispettare? A guardare Othamn verrebbe da pensare che non lo sia né il pavido spettatore delle imprese altrui, tantomeno colui che sceglie di fare del suo ideale, qualsiasi sia, una realtà senza ragioni. La sua divorante ambizione, “vissuta con il fanatismo di una religione del potere (e del rispetto che il potere conferisce a chi lo detiene)”, diviene l’altare sul quale sacrificherà tutto se stesso. Non c’è un amore, non ci sono amici nella vita di Othman, solo disciplina, dedizione totale alla causa del suo successo. Successo al quale in Occidente si è più propensi a sacrificarsi più di quanto non si faccia per altre "cose".


"Un uomo da rispettare"

Nagib Mahfuz

Newton Compton

prezzo 9,99 euro


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