Il clandestino, di Ferdinando Albertazzi

Il clandestino, di Ferdinando AlbertazziIl clandestino, giallo per ragazzi firmato Ferdinando Albertazzi e pubblicato da Sonda, è un testo che si può leggere a più livelli. Albertazzi è autore di altri testi gialli per ragazzi, sempre pubblicati da Sonda.

A un primo livello c'è quello della storia, sic et simpliciter: all'interno di una scuola superiore viene trovata impiccata una studentessa, Roberta. Le indagini serrate del commissario Marchetti non trascureranno alcuna pista: dall'incidente, al suicidio, all'omicidio. E, come in ogni giallo che si rispetti, alla fine tutta la matassa si dipanerà.

Un secondo livello, potremo dire quasi interno, è quello dei ragazzi protagonisti della storia: non solo Roberta, che è morta ma viene presentata attraverso i ricordi dei compagni, ma anche dei compagni di classe e del circolo più ristretto degli amici, dell'amica del cuore che scopre il cadavere. L'autore, Fedinando Albertazzi, riesce a presentare il mondo così come lo vedono i ragazzi e a farci vedere l'accaduto anche da un altro punto di vista.

Un terzo livello di lettura è quello dei docenti: Albertazzi a volte è impietoso nella descrizione delle caratteristiche di alcuni insegnanti e del loro modo di porsi non solo dinanzi alla tragedia ma anche davanti alla varia umanità rappresentata da studentesse e studenti. Impietoso, dicevo, ma anche realista: seppur differenti, ognuno di noi potrà riconoscere in questo o quel tratto qualche professore che alle superiori ci ha fatto dannare (e magari, se volete, potrebbe essere utile affiancare alla lettura di questo giallo di Albertazzi il testo La vita meravigliosa dei laureati in lettere di Alessandro Carrera).

Infine, il quarto e ultimo livello di lettura è quello dell'autore o, se preferite, del lettore esterno che riesce a cogliere taluni aspetti della storia prima che avvengano nella narrazione ma deve pazientare perché anche gli ignari protagonisti possano avere a disposizione tutti gli elementi per ricostruire il quadro. E sarà immancabile fare il tifo per qualcuno dei personaggi.

“Siamo avvolti nell'ovatta e, anche se sbuffiamo, ci stiamo bene”, riprese Mimmo, che quei discorsi li tirava fuori continuamente. “Poi ci scopriamo come ingessati e va bene così, tanto non abbiamo nessuna voglia di muoverci”.
“Non se ne accorgono, i genitori, ma a forza di proteggerti a trecentosessanta gradi ti cementano addosso la paura. Risultato: angoscia di iperprotezione, e non riesci neanche ad attraversare la strada da solo. Invece, dovrebbero ascoltare il poeta Rabindranath Tagore: Ti prego, non togliermi i pericoli ma aiutami ad affrontarli”.
“Mitico!”, intervenne Rocco.

Al di sopra di tutto, poi, mi è parso di cogliere una critica dell'autore a quel mondo fatto di reality show che obnubila la mente dei ragazzi che quasi non riescono più a distinguere la finzione scenica dalla realtà.

Un giallo per ragazzi, ma anche per adulti – soprattutto se si tratta di adulti che con i ragazzi lavorano – che risulta interessante e che forse, graficamente, è splendidamente riassunto nel lettering del titolo: il clandestino o il clan destino. A voi la scelta.

Ferdinando Albertazzi
Il clandestino
Sonda, 2011
ISBN 978-88-7106-635-6
pp. 111, euro 9

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