"La mia anima è ovunque tu sia" di Cazzullo

La mia anima è ovunque tu sia Solo qualche settimana fa era in testa alla classifica dei libri più venduti della settimana, nel posto d'onore che occupano quei romanzi che vanno a ruba e che poi molto spesso finiscono, regali inattesi e inapprezzati, per tappezzare le librerie casalinghe durante un tempo interminabile. Ho la presunzione di osare affermare che non credo capiti spesso con il romanzo in questione. Perché "La mia anima è ovunque tu sia" di Aldo Cazzullo, è semplicemente una sovrapposizione di luoghi ed avvenimenti che difficilmente lasciano indifferenti.

Come nella più complessa delle preparazioni culinarie, nelle quali si lasciano marinare tra loro gli ingredienti per poi calcolare con esattezza i minuti di cottura ed esaltare al meglio la pietanza... e Aldo Cazzullo è indubbiamente un "grande chef". I personaggi del romanzo sono tratteggiati quel tanto che basta per farceli immaginare, lasciando quello spazio necessario di autonomia che aiuta la produzione personale. Il contesto non potrebbe essere più abusato, ma neanche così attuale. Lo sfondo è la storia d'Italia dai giorni nostri fino alla fine della seconda guerra mondiale.

L'evento che "da inizio alle danze" è un omicidio, quello dell'industriale del vino Domenico Moresco, ritrovato morto in una data dal profondo simbolismo religioso e partigiano, la domenica di Pasqua del 25 aprile 2011, a partire dal quale, secondo la miglior tradizione giallistica, parte un percorso a ritroso che scaverà "nel ventre nascosto" dei segreti del secondo dopoguerra. Un tessuto di intrighi e corruzioni al quale parteciperanno anche "attori dall'ecclesiastico volto", centrato intorno ad un tesoro, ad una bellissima ragazza sfortunata e all'ombra di un tradimento.

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