"Amore a ore" di Giovanni Bogani

Filippo Timi legge qualche frase di "Amore a ore", terzo romanzo del giornalista fiorentino Giovanni Bogani per Cult Editore. L'attore si è prestato al progetto di reading virtuale che ha coinvolto anche Luca Zingaretti, Valeria Solarino, Giorgio Pasotti, Fabio Volo, Alessandro Preziosi, Silvio Orlando, Raoul Bova, Martina Stella e i cantanti Povia e Antonello Venditti. Le sue espressioni si susseguono misurate, la sua voce sovrasta il fruscio del vento e del chiacchiericcio di una giornata che sembra di inizio primavera. In quelle poche parole la storia di Luca, 40 anni, 40 amori, 4 amici, 4 milioni di libri in una casa di 40 mq e 4 sogni che non dice a nessuno. La storia di Viola, "è tutto amore che si improvvisa con i gesti e le parole che non ci ha insegnato nessuno" e tante altre vicende alle quali fanno eco entrambe le narrazioni, o forse si tratta di una sola? Quel che è certo è che l'amore "secondo Bogani" non ha nulla di banale, ma si inerpica come una strada che fatica a trovare la sua direzione, un incontro le cui coordinate sono indicate dallo stesso autore

[...] Lo si trova a Firenze, alla libreria Edison.[...]
E in qualche altro
luogo di perdizione.

Perché un romanzo
è fatto per perdersi,
per trovare altre strade
al nostro quotidiano smarrimento.

Perché un romanzo
spesso non dà risposte,
ma domande, accidenti,
quante ce ne sono[...]

Che ne approfitta per suggerire qualche "particella essenziale" dello svolgimento, due nomi, protagonisti o solo la "coscienza incosciente" di chi quell'amore l'ha talmente tanto insultato nella sua vita, da non desiderare altro che purificarlo, nettarlo nel ricordo, innalzarlo in una "ode barbara" che respira il profumo acre della fine e del dolore, che si nasconde dietro coloro che si fermano agli occhiali, perdendo inevitabilmente gli occhi che schermano.

e che vita è questa
tra semafori, scatti alla risposta
parole sconnesse
risposte date tardi
lampi di furente amore
desideri scoppiati
come asteroidi nel buio

e poi stesi
da qualche parte
ad asciugare
sul greto del fiume
dove vediamo passare
il nostro cadavere.

E torniamo a casa
per vedere nel caos della stanza
che un ladro
ha rubato
Tutti i nostri giorni.

Via | berlinerblues

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