Una nascita e una morte: Joseph Conrad e Robert Louis Stevenson

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Joseph Conrad e Robert Louis Stevenson hanno qualche cose in comune, chiunque abbia letto qualcuno dei loro romanzi ne può facilmente elencare tre o quattro: un rapporto viscerale e inalienabile con il mare, la lingua - l'inglese, lingua straniera appresa per uno, lingua madre per l'altro -, ma anche un predisposizione psicologica alla malinconia e una tendenza irrefrenabile all'avventura.

Quello che quasi sicuramente non sapete - non lo sapevo neanch'io fino a ieri - è che i due condividono un giorno, il 3 dicembre, che per uno, Conrad, fu il giorno della nascita, nel 1857, mentre per l'altro, Stevenson, rappresentò l'ultimo giorno di vita, nel 1894. Ma c'è una coincidenza ancora più curiosa che lega i destini di questi due grandi scrittori: l'anno della morte di Stevenson fu l'anno in cui Conrad abbandonò per sempre il mare e si mise a scrivere.

È certamente molto forzato pensare che questa decisione, cresciuta con fatica e dolore nell'animo del polacco, maturò proprio il giorno del suo compleanno, quel 3 dicembre del 1894 in cui, dall'altra parte del mondo, sull'isola di Samoa, Robert Louis Stevenson fu stroncato da un'emorragia cerebrale mentre scriveva l'ultimo dei suoi racconti. È certo molto forzato, dicevo, ma a me personalmente piace molto pensare che sia vero.

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