"L'ultima volta che ho visto Parigi" di Lynn Sheene

"L'ultima volta che ho visto Parigi" di Lynn Sheene

Ecco come far venire la voglia di leggere un libro... è proprio quello che ho pensato quando sono arrivata alla fine dell'ultima pagina dell'anteprima di "L'ultima volta che ho viso Parigi" lo scritto d'esordio di Lynn Sheene. Insomma per farla breve, ci sono cascata anch'io nella trappola dolciastra del romanzo romantico-storico, ma quando si tratta di Parigi non c'è ragione che tenga, ogni storia che vi si svolge, anche la più truce, prende inevitabilmente una piega rosata e pazienza se bisogna "sopportare" certi inevitabili chiché.

Il libro è la storia di Claire, o forse sarebbe meglio chiamarla con il suo vero nome: Clara May Wagner. Nonostante sia una donna di successo, sposata ad un ricco e avvenente industriale americano dell'acciaio che fa affari con i tedeschi e ammirata dall'alta società newyorkese, c'è qualcosa che non torna. Il suo passato farà capolino durante una grande festa sotto i panni lerci di Bernard R. Morris, un uomo che le ricorda quelle origini pevere che ha a tutti i costi cercato di seppellire. Ma, insieme ai flash sgradevoli, la vita le presenta l'occasione di riscattarsi dal castello di menzogne dorate che si è costruita intorno e, ironia della sorte, sarà proprio la guerra a dare inizio alla fase migliore della sua esistenza: quella nella quale dimostrerà di saper lottare per le persone che ama!

[...] Al piano superiore c’era silenzio; lampade a muro a forma di foglie d’oro irradiavano cerchi di luce sul vestibolo. Claire chiuse la porta della sua camera e si lasciò cadere su uno sgabello di velluto davanti allo specchio del tavolo da toletta. Aggrottò le sopracciglia osservando il suo pallore e lisciò il ricciolo color miele scuro che ricadeva sul suo sopracciglio destro. Si ripassò il rossetto sulle labbra e il mascara sulle ciglia folte, ma gli occhi azzurri erano duri come le immagini che oscillavano nella sua mente.
Aveva sedici anni quando aveva incontrato Bernard R. Morris. Così si era presentato, nella veranda, con la cravatta e la camicia stirata, i capelli impomatati e pettinati all’indietro...

Via | 10righedailibri.it

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