Zia Antonia sapeva di menta, di Andrea Vitali

andrea vitali Non ho mai fatto mistero della mia predilezione per – l'acclamato – Andrea Vitali, e la sua capacità di farci entrare nella dimensione dell'ormai perduta “quiete dell'off line”. E' scontato quindi che vi vada a consigliare la lettura anche di questo adorabile Zia Antonia sapeva di menta, in cui lo scrittore si confronta con un piccolo “giallo” gustosissimo.

Un giallo parte da un particolare apparentemente insignificante come l'odore d'aglio che ha invaso la stanza della zia Antonia, abitante di Bellano che ha fatto dell'assuefazione alle mentine l'ultimo pilastro della sua routine esistenziale.

L'insolito aroma lascia quindi naturalmente perplesso il nipote Ernesto, “un marellotto, come dicevano da quelle parti, incapace di mentire come era stato incapace di trovarsi una moglie” che da anni delle visite all'anziana parente nella casa di riposo – snobbata dal fratello di lui, Antonio – ha fatto un rito di vita.

Il tutto si complica se a mettersi in mezzo alle dilettantesche “indagini” sul mistero dell'aglio ci si mette Suor Speranza, che per i suoi modi spicci e l'acuta intelligenza (e un'ironia irriverente sul carattere delle persone) “se non si fosse fatta monaca avrebbe fatto l'ispettore di polizia”.

Figurarsi se infatti alle anziane della casa di riposo venga mai servito un alimento indigesto come l'aglio! Interviene poi anche il medico, un uomo di mondo messo in mezzo per risolvere la faccenda anche in quanto “confidente” del fratello di Ernesto e della di lui moglie, che in quel periodo – altra strana coincidenza – lamenta con il dottore la scarsa passione del coniuge, che l'ha abituata a ben altra frequenza di contatti intimi. Non dico di più. Godetevelo.

A. Vitali
Zia Antonia sapeva di menta
Garzanti
13.90 euro

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