Il futuro dei libri è nella "lettura sociale"

A quanto pare "il futuro dei libri è nella lettura condivisa", e le cosa non ci stupisce troppo visto l'interesse che gira intorno ai social network e alla loro "estrema manegevolezza". Si tratta infatti (a volerne scoprire il "lato libresco" a tutti i conti) di vere e proprie "librerie delocalizzate" che permettono la rapida creazione di comunità culturali. Gruppi di persone che condividono la propria passione, si informano sui loro tomi preferiti, si scambiano dati, organizzano eventi e creano persino esperienze di racconti "a più mani", digitali naturalmente, per non parlare delle fortuna delle tablettes che facilitano ulteriormente l'esperienza di lettura digitale e del proliferare di e-book.

Questa teoria, di per sé né nuova, né tanto meno inaspettata, è però sostanziata da dati concreti che fotografano una situazione ben più mutevole e concreta di quanto possa apparire. E' la stessa Claire Amitstead, coordinatrice del canale Twitter dedicato ai libri dell'autorevole The Guardian, a "dare i numeri" che aiutano a cogliere meglio l'estensione del fenomeno:

Bel l'8% del nostro traffico proviene dalle reti sociali e il resto da google e dai nostri stessi consigli. Una tendenza in crescita che si arricchisce ulteriormente con i pareri degli utenti acquisendo anche un'ampiezza internazionale sulle piattaforme e-reading.

La via verso i libri arricchiti dai contenuti video e audio è già aperta e i critici letterari potrebbero avere le ore contate, come afferma, non tanto provocatoriamente, la voce del servizio del Canale letterario on-line Avion de Papel. Ma la lettura resterà sempre un "affare personale", condivisioni a parte!

Via | aviondepapeltv

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