Ciao Oriana

Oriana Fallaci è morta nella sua Firenze, vinta da un male incurabile: aveva 77 anni. Giornalista e autrice, personaggio che sfugge ad ogni tentativo di classificazione, ai cliché comodi degli intellettuali, in seguito ai fatti dell’11 settembre 2001 e dopo anni di relativo silenzio aveva ripreso a scrivere dal suo “esilio” americano.

In radicale opposizione tanto verso il fondamentalismo islamico, quanto verso l’attendismo europeo, la Fallaci era divenuta bersaglio di forti critiche, spesso scorrette, che talora non avevano risparmiato il suo precario stato di salute. Nonostante le antipatie suscitate in vasti settori dell’opinione pubblica italiana, i suoi “La rabbia e l’orgoglio” e “La forza della ragione” hanno incontrato uno strepitoso successo, occupando per settimane la testa alle classifiche di vendita. Ad oggi 80.000 cittadini italiani hanno firmato una petizione per richiedere la nomina di Oriana Fallaci a senatore a vita.



«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano.»



Booksblog la ricorda con uno dei suoi lavori più intimi: il monologo di una donna che scopre dentro di sé le tracce della maternità. Benché la prima edizione risalga a quasi trenta anni orsono, “Lettera a un bambino mai nato” è un testo toccante, tragico, che affronta temi di agghiacciante attualità: la vita, l’oblio, l’esistenza di un destino, gli egoismo del corpo e l’amore impossibile di una madre immatura.



Lettera a un bambino mai nato

Oriana Fallaci

Biblioteca Univ. Rizzoli

prezzo 5,00 euro

pagine 104


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