A cinquant’anni dall’omicidio di JFK, otto libri per ricordarlo

Cinquant’anni fa, il 22 novembre 1963, il presidente Kennedy veniva ucciso: otto libri possono aiutarci a far luce sulla vicenda e sulla vita di JFK.

a:2:{s:5:"pages";a:8:{i:1;s:0:"";i:2;s:29:"Gianni Bisiach, Il Presidente";i:3;s:59:"Robert Dallek, John Fitzgerald Kennedy, una vita incompiuta";i:4;s:48:"Christopher Andersen, Quei pochi giorni preziosi";i:5;s:40:"Il giorno in cui ci svegliammo dal sogno";i:6;s:27:"James Hepburn, Il complotto";i:7;s:25:"Mimi Alford, Ho amato JFK";i:8;s:25:"Stephen King, 22/11/’63";}s:7:"content";a:8:{i:1;s:1438:" A cinquant’anni dall’omicidio di JFK, sei libri per ricordarlo

Il 22 novembre 1963 era un venerdì, proprio come questo 22 novembre 2013. A Dallas, in Texas, alle 12:30 (da noi erano le 18:30), John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, venne ferito mortalmente. La commissione d’inchiesta accertò che a sparare fu l'operaio Lee Harvey Oswald, attivista ed ex militare.

Sull’assassinio di JFK si sono scritti fiumi d’inchiostro, a partire proprio dalla verità ufficiale che per molti è molto ufficiale e poco verità. Dipanare la matassa non è certo facile e chissà mai se sarà possibile.

Tra i molti libri pubblicati su JFK ne abbiamo scelti sei che indagano sia l’assassinio in sé che altri aspetti della vita del presidente Kennedy, come, per esempio, il suo rapporto con le donne.

All'orizzonte, segnaliamo un libro dello stesso JFK dal titolo Ritratti del coraggio (Profiles in Courage) che Kennedy scrisse nel 1955, quando era senatore, e con il quale vince il prestigioso premio Pulitzer nel 1957. Nel libro JFK descrive le storie di otto senatori degli USA, storie di coraggio e di integrità, che attraversano la storia del Senato americano. In italiano il libro è disponibile nel catalogo di Gaffi editore.

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Gianni Bisiach, Il Presidente

Gianni Bisiach, Il Presidente Il titolo completo di questo libro è: Il Presidente. La lunga storia di una breve vita. La vita, gli amori, la leggenda a cinquant'anni dall'assassinio e in esso l'autore, Gianni Bisiach, ci offre una panoramica della vita di JFK, primo presidente cattolico degli Stati Uniti, eroe della guerra del Pacifico, Premio Pulitzer per la letteratura.

Da giovane senatore, insieme con il fratello Bob, aveva condotto una coraggiosa inchiesta al Senato di Washington contro i più temibili gangster dell’epoca. Eletto presidente, JFK guida l’America verso il riconoscimento dei diritti civili, l’abolizione delle discriminazioni razziali, la politica di aiuto ai Paesi più poveri. In un mondo diviso in due blocchi, Kennedy non si oppone alle operazioni dei servizi segreti per eliminare alcuni capi di Stato esteri, non disdegnando l’aiuto di Cosa Nostra.

In seguito assumerà posizioni temerarie contro gli industriali del petrolio e dell’acciaio e contro gli stessi boss mafiosi di cui si era servito in precedenza. Alla fine il Presidente cercherà l’alleanza con l’Unione sovietica e con Fidel Castro, inimicandosi le forze conservatrici che lo avevano sostenuto. Nel 1963, a Dallas, John Fitzgerald Kennedy viene ucciso a colpi di fucile. Nel 1968 anche Martin Luther King e Robert Kennedy vengono assassinati. Per far luce su quei delitti sono state condotte numerose inchieste. Poi gli archivi sono stati aperti e molte impietose verità sono venute a galla…

Gianni Bisiach
La lunga storia di una breve vita
La vita, gli amori, la leggenda a cinquant'anni dall'assassinio

Newton Compton, 2013
pp 475, euro 9,90

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Robert Dallek, John Fitzgerald Kennedy, una vita incompiuta

Robert Dallek, John Fitzgerald Kennedy, una vita incompiuta

Questa biografia scritta da Robert Dallek, il principale biografo di Kennedy e ripubblicata quest'anno in una nuova edizione da Mondadori, ripercorre le tappe della fulminea di JFK carriera: dalla prima, incerta campagna elettorale per il Congresso alla trasformazione in brillante uomo politico dal fascino irresistibile, dall'impegno come senatore del Massachusetts al vittorioso confronto con Nixon nel 1960.

Membro di una delle famiglie più ricche e influenti del paese, uomo intelligente, sensibile e coraggioso, seppe affrontare le sfide del suo tempo con grande umanità e prudenza.

A cinquant'anni dalla scomparsa, John Fitzgerald Kennedy rimane il presidente americano che, nonostante la brevità del suo mandato - tragicamente interrotto da un attentato i cui retroscena sono ancora avvolti nel mistero - ha lasciato un segno indelebile nella storia degli Stati Uniti.

Robert Dallek
John Fitzgerald Kennedy, una vita incompiuta
Mondadori, 2013
pp 880, euro 14

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Christopher Andersen, Quei pochi giorni preziosi

Christopher Andersen, Quei pochi giorni preziosi Christopher Andersen in Quei pochi giorni preziosi. Jack e John Fitzgerald Kennedy: l'ultimo anno insieme racconta di John e Jackie: incredibilmente belli, potenti, glamour, follemente ricchi. L'incarnazione della coppia perfetta, almeno fino alla tragedia dell'omicidio, dopo la quale emersero sospetti, chiacchiere, ombre, sempre più fitte, sul passato di lui e sulle scelte di lei.

Qual è la verità: un'unione che per ragioni di Stato non poteva essere sciolta o una grande storia d'amore che ha resistito ai tradimenti e agli scandali?

Dopo la straziante vicenda dell'ultimogenito Patrick, morto fra le braccia del padre, il loro legame, da tempo in crisi, si era rafforzato, dimostrandosi solido e alimentato da un'affinità profonda. Ma la perdita aveva anche cambiato radicalmente JFK, tanto che neppure gli amici lo riconoscevano. E aveva cominciato ad avere oscure premonizioni sul fatale viaggio a Dallas, che tentò invano di evitare.

Basandosi su centinaia di interviste alla cerchia ristretta dei famigliari e dell'entourage, Christopher Andersen ricostruisce l'ultimo anno della coppia presidenziale, rivelando particolari sconosciuti e sorprendenti sulle presunte infedeltà (e in particolare sulla love story con Marilyn Monroe), sui teneri momenti di intimità e sulle inconsapevoli minacce al loro rapporto, come la dipendenza di entrambi dalle amfetamine, probabile causa della libido di John. Ma soprattutto traccia la parabola dolce-amara di un amore senza eguali, che entrò nella leggenda, ma avrebbe, solo voluto rimanere umano, e si consumò, come recitava la canzone preferita di JFK, in "quei pochi giorni preziosi".

Christopher Andersen
Quei pochi giorni preziosi
Jack e John Fitzgerald Kennedy: l'ultimo anno insieme

Sperling & Kupfer, 2013
pp 319, euro 18

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Il giorno in cui ci svegliammo dal sogno

Il giorno in cui ci svegliammo dal sogno L'attentato di Dallas impedì a John Fitzgerald Kennedy di mantenere le promesse che aveva fatto all'inizio della sua presidenza. Al tempo stesso, però, gli evitò il rischio di deludere le speranze che la sua elezione aveva acceso. Così il mito travalica di gran lunga la dimensione storica. Ma a cinquant'anni di distanza che cosa rimane di quel sogno?

In questo libro ne parlano americani che oggi vivono in Italia, ma che sono stati testimoni negli Stati Uniti dell'epopea di Kennedy. Giovani ai quali JFK chiese di essere "pionieri" della "Nuova Frontiera" che aveva in mente per il suo Paese e per il pianeta: Curtis Bill Pepper; Carole Beebe Tarantelli; Peter Christopher Alegi; Charles William Yelverton; David Charles Unger; Claudia Beth Flisi; Melvin Robert Schlein; Bruce Leimsidor; Elliot Silberberg.

Chiudono il libro un intervento di Alberto Giordano, del Centro Studi JFK di Francavilla Bisio, e uno inedito di Loris Capovilla, già segretario particolare di papa Giovanni XXIII.

Mauro Colombo – Rita Salerno
Il giorno in cui ci svegliammo dal sogno.
22 novembre 1963. Cinquant'anni dopo, JFK visto dagli americani d'Italia

Monti, 2013
pp 232, euro 16,50

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James Hepburn, Il complotto

James Hepburn, Il complotto L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy ha avuto fin dagli anni Sessanta una troppo facile verità ufficiale, quella stabilita dalla commissione Warren, che identificò in Lee Harvey Oswald l'unico responsabile.

Ma la dinamica della sparatoria, le lacune nelle indagini, i poteri coinvolti, spinsero i Kennedy a cercare un'altra verità. Per questo vollero una loro controinchiesta che, incredibilmente, fu sostenuta dal generale De Gaulle e dai servizi segreti sovietici: ne nacque un dossier in forma di libro, intitolato "The Plot", da cui emergeva, con nomi e cognomi, il quadro di una cospirazione ai danni del presidente americano.

Pubblicato nel 1968 da una casa editrice presto scomparsa con sede in Liechtenstein, il libro uscì nello stesso anno anche in Italia su richiesta di un misterioso committente. Poche copie che sfuggirono ai più ma non al giornalista Saverio Tutino, il quale arrivò a ipotizzare che la pubblicazione fosse avvenuta per scelta di Gianni Agnelli.

Su Booksblog abbiamo recensito il libro quando è uscito in Italia per i tipi di Nutrimenti edizioni.

James Hepburn
Il complotto.
La controinchiesta segreta dei Kennedy sull’omicidio di JFK

a cura di Stefania Limiti
Nutrimenti, 2012
pp. 272, euro 17,50

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Mimi Alford, Ho amato JFK

Mimi Alford, Ho amato JFK Figlia della buona borghesia americana, educata nella stessa scuola di Jackie Kennedy, Mimi Alford ha diciannove anni quando ottiene un lavoro estivo all'ufficio stampa della Casa Bianca: "Tutti sembravano rifulgere della gioia di far parte di qualcosa di speciale. Quella sensazione s'impadronì in fretta anche di me".

È il giugno del 1962, nello Studio Ovale siede l'uomo che ha incarnato il mito dell'America liberal, icona dell'eterna giovinezza e celebre seduttore: John Fitzgerald Kennedy.

Una nuotata in piscina, un cocktail di troppo, e JFK seduce la sua impiegata, vergine, inesperta e inebriata dalle sue attenzioni. Alla prima volta nella camera di Jackie ne seguono molte altre: anche dopo la fine del suo stage, tornata al college, Mimi comincia una doppia vita fatta di telefonate clandestine e improvvise convocazioni a Washington o richieste di accompagnare l'amante nei suoi viaggi.

Non si fa illusioni ma avverte di essere, in qualche modo, necessaria a quest'uomo difficile, distaccato, potentissimo. Nei diciotto mesi della loro relazione ha la possibilità di conoscerne lati nascosti: la sua dipendenza dal sesso, certo, ma anche l'amore incondizionato per i figli, la paura della solitudine, l'ambizione smisurata.

Poi, il 22 novembre 1963, davanti a un televisore, Mimi condivide con la Nazione intera il trauma dell'attentato di Dallas: la favola di Camelot finisce, all'improvviso e per sempre.

Mimi Alford
Ho amato JFK
Rizzoli, 2012
pp 223, euro 18,00

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Stephen King, 22/11/’63

Stephen King, 22/11/’63 Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958.

Al coinvolge Jake in una missione folle e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

Stephen King
22/11/’63
Sperling & Kupfer, 2011
pp 767, euro 14,00

François Forestier, Marilyn e JFK


François Forestier, Marilyn e JFK

La storia per sommi capi la conoscono tutti: la star più desiderata di Hollywood e il presidente più carismatico degli Stati Uniti hanno intrattenuto una relazione che è durata alcuni anni prima di trasformarsi in una love story "sotto sorveglianza".

Registrati dalla mafia, intercettati dal KGB, spiati dalla CIA, i due amanti da un certo momento in poi non sono stati mai più soli. Voyeurismo di stato, ricatto, manipolazione, elezioni truccate, soldi sporchi.

E mentre il Presidente ascoltava Marilyn intonare Happy Birthday in modo inequivocabilmente allusivo davanti a milioni di spettatori, la guerra delle ombre era già al suo culmine. E ci sarebbero stati dei morti.

Documentato fin nei minimi dettagli ma aiutato anche da una scrittura affilata che avvince il lettore in uno spietato racconto "in presa diretta", il libro di Francois Forestier svela il ritratto inedito e disturbante di un'America inaspettatamente sordida, dove i grandi marionettisti politici, i gangster e i miliardari si affrontano in una lotta senza quartiere. E in primo piano loro, Marilyn e JFK: due icone della contemporaneità che Forestier riconsegna senza tanti sconti alla loro quanto mai fragile e contraddittoria dimensione umana.

François Forestier
Marilyn e JFK
Gremese, 2009
pp 288, euro 18

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