Colette: uno strano fenomeno che appassiona ancora!

Colette: uno strano fenomeno che appassiona ancora!

C'è chi ne ha fatto indigestione dei suoi romanzi sdolcinati, di quegli scritti che in Francia vengono chiamati evocativamente "à l'eau de rose", un'acqua di rosa che però non fa eco all'approssimazione insita nell'espressione italiana, quanto piuttosto al letterale collegamento con quell'eau de toilette, alla rosa appunto, che faceva bella mostra di sé nei beauty delle "signorine per bene". Simbolo di una letteratura scritta da una donna per le donne insomma, o almeno così si crede. Perché in realtà i libri della scrittrice Sidonie-Gabrielle Colette, conosciuta semplicemente come Colette, sono più che "raccontini" di una "bonne dame du Palais-Royal", ma sul loro apprezzamento ha pesato a lungo il marchio scontato della "letteratura di genere".

Nonostante i brani dei suoi romanzi abbiano accompagnato i dettati di migliaia di studenti francesi, la "reputazione sdolcinata e pruriginosa" costringerà l'opera di Colette ad un lungo periodo di esclusione, che ha cominciato ad esaurirsi nel 1984 con la pubblicazione del primo volume delle sue opere nella prestigiosa collana Bibliothèque de la Pléiade, edita dalla Gallimard. Da lì in poi è stato un nuovo tripudio di gloria, tanto che ormai nessuno esita a mostrare la sua passione per questa donna "davvero fuori dal comune". Non passa anno che non sia fonte di ispirazione per attori, scrittori o ammiratori, per non parlare del "successo" riscontrato sulla stampa.

La riscoperta del "lato estremamente moderno" di colei che incantò generazioni femminili, passa anche per due eventi simbolici: la salvaguardia della sua "maison natale" comprata grazie all'impegno dello Stato, della collettività e della Société des amis de Colette, e poi iscritta nel registro dei monumenti storici il 12 settembre 2011; e la pubblicazione di un cahier presso le éditions de l'Herne che la fa entrare di diritto nel panthéon della letteratura del XX secolo accanto a grandi maestri come Cioran, Mauriac, Foucault e Strindberg. Una "consécration intellectuelle" secondo i curatori della monografia Gérard Bonal, fondatore della rivista Cahiers Colette e Frédéric Maget (Presidente della Société des amis de Colette), che non possono fare a meno di ricordare quanto la NRF detestasse la scrittrice e l'immagine romantica e zuccherosa che l'accompagnava.

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Via | lexpress.fr

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