Felici i felici di Yasmina Reza, divertenti (e taglienti) disastri di coppia

Ancora una volta la casa editrice Adelphi ci fa dono di un testo superbo; dopo "Il dio del massacro" ripreso al cinema da Roman Polanski con il film Carnage, l'autrice di madre ungherese e padre iraniano presenta una nuova, acutissima indagine sulle dinamiche di coppia.

Dopo Il dio del massacro, da cui Roman Polaski ha tratto -fedelmente- il bellissimo film Carnage, Adelphi pubblica ora il nuovo titolo dell'autrice francese (ebrea all'origine, di madre ungherese e padre iraniano) Yasmina Reza, 163 pagine di chirurgica indagine sulle dinamiche relazionali nelle coppie: Felici i felici (18 euro il cartaceo). Il titolo originale è "Heureux les heureux", ma sarebbe più corretto usare "Felices los felices", visto che così si apre il romanzo (dischiuso in 21 capitoli/personaggi), riprendendo una frase di Jorge Luis Borges.

Forse non è un caso che nel primo capitolo si parli di formaggi, come a puntualizzare che l'autrice ami scompigliare le carte e i punti di riferimento fissi; la libagione letteraria comincia dalla fine, la diatriba amorosa ruota attorno al cibo con cui solitamente si conclude il pasto. Magari un modo in più per sancire che oramai si è arrivati "alla frutta", dato che lei si indigna per una dimenticanza -di lui- al bancone caseario e lui distrattamente vagheggia valli gelate dell'Ovest canadese e orsi Grizzly, alimentando un rancore sordo verso le luci neon e gli imballaggi del supermenrcato. Ecco che l'antipasto è servito, ora si è pronti per l'ingestione delle confessioni e delle rivelazioni sprigionate (anche senza volerlo) dai protagonisti del libro; come in un lungo valzer (Kubrick docet in Eyes Wide Shut), uomini e donne piroettano in situazioni anche banali; stillando però il succo dolce/amaro della vita domestica e delle sue vertiginose solitudini. La felicità non arriva, la felicità è una scelta. Molto difficile, chiaro, ma seminando il cammino di un po' di sano umorismo, vuoi vedere che anche per sbaglio ci si può almeno avvicinare?

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