Il paradiso degli orchi, il film tratto dal romanzo di Pennac

Sarà nelle sale italiane giovedì 14 novembre, un giorno dopo la presentazione al festival del cinema di Roma.

Il paradiso degli orchi, il film tratto dal romanzo di Pennac Un Paese in crisi, una gioventù disposta a tutto pur di ottenere un impiego, una società grottesca: il ruolo ricoperto dal personaggio de Il paradiso degli orchi, Benjamin Malaussène, di professione “capro espiatorio” in un grande magazzino, è straordinariamente verosimile e attuale nell’Italia che accoglie oggi l’uscita del film di Nicolas Bary. Ne era consapevole la Koch Media, distributore del film, che in anticipazione dell’arrivo nelle sale italiane ha voluto sondare questo aspetto con un gioco crudele quanto interessante: alcune settimane prima dell’uscita è stato diffuso a Roma e Milano un finto annuncio di lavoro per un ruolo di “capro espiatorio”, disposto a subire umiliazioni e finti rimproveri da un superiore così da impietosire il cliente insoddisfatto e indurlo a ritirare il reclamo. Il risultato - duecento candidature, per la maggior parte di persone seriamente disposte a svolgere questa mansione – la dice lunga e dimostra l’attualità del personaggio.

Eppure l’Italia di oggi non ha niente a che fare col contesto in cui Pennac scrisse il suo romanzo, ambientato nelle periferie della Parigi degli anni Ottanta. Per l’esattezza a Belleville, in un caseggiato dove stravaganti personaggi creano una giostra umana variopinta e surreale di cui fa parte la grande e strana famiglia di Ben, costituita dai fratelli e sorelle che una madre pronta a seguire per il mondo amori sempre nuovi riportava a casa.

Il paradiso degli orchi è un romanzo ironico, immaginifico, sottile, che indaga a fondo i caratteri indivuduali e il processo che li trasforma in persone sociali, creando - attraverso la forza della fantasia che tutto crea e tutto tarsforma - una cinica parodia delle varietà umane.

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