Andrè Agassi ospite da Fazio parla di Open, il romanzo in cui svela chi è

Andrè Agassi ha sempre odiato il tennis. Il campione lo svela nel bel libro "Open" e si racconta ieri sera a Che tempo che fa.

Impossibile non ricordarsi di lui: capelli lunghi, orecchini, vestiti stravaganti. Andrè Agassi ha calcato i campo del tennis professionistico per anni facendosi notare non solo per i risultati o per lo “schiaffo al volo”. Personaggio eccentrico eppure misterioso, dell’uomo Andrè Agassi era tuttavia impossibile capire alcunchè. Nascosto dietro ad occhi di ghiaccio e celato da movimenti scattosi e sicuri, Agassi non lasciava trapelare un’emozione. Persino quelle manifestate in momenti importanti come la vittoria a Wimbledon avevano un non so chè di costruito, di fasullo.

Glaciale, controllato, una vera e propria macchina da guerra che macina diritti e rovesci e che controlla con la freddezza del serial killer la propria umanità. Questo è ciò che Andrè Agassi era prima, agli occhi del pubblico del grande tennis. Almeno ai miei. È stato il suo romanzo Open, scritto anni dopo la fine della carriera tennistica e uscito in Italia edito da Einaudi, a svelare il segreto e trasforamare Andrè Agassi da campione che fa moda tra gli adolescenti, a uomo sfaccettato e dalla storia complessa e commovente.

Agassi era ospite ieri sera a Che tempo che fa di Fabio Fazio e il suo volto, in qualche modo sofferente come sempre, era tuttavia più aperto e penetrabile di quello del campione che rispondeva alle domande dei giornalisti sportivi nei dopo partita, anni fa. Forse il merito è della lontananza da quello sport che in studio ribadisce di avere sempre odiato, o forse del percorso interiore che la scrittura del libro gli ha permesso di compiere. Perché in Open Andrè Agassi confessa - e sembra sputi via quel segreto come un macigno che gli opprimeva il cuore – di avere sempre odiato il tennis.

Lo ha ribadito ieri in studio, lasciando tuttavia trapelare l’amore e il perdono per quel padre che fu l’autore del suo successo grazie ad una determinazione di ferro, con l’autismo di un uomo che ha deciso per suo figlio chi e cosa dovrà diventare, sottraendogli la possibilità di fare il suo percorso e costringendolo per sempre - dentro alle ville milionarie e sepolto dai dollari e dal successo - ad una schiacciante infelicità.

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