Umbrialibri, tra l'editoria locale e i grandi gruppi editoriali

Come ogni anno si tiene a Perugia e a Terni la manifestazione Umbrialibri che promuove l'editoria locale, ma forse è un po' troppo “devota” dei grandi gruppi editoriali.

Umbrialibri, tra l'editoria locale e i grandi gruppi editoriali

Umbrialibri è la manifestazione dedicata ai libri e agli editori umbri curata dalla Regione Umbria. Da qualche anno l’evento è strutturato in due parti: una prima a Perugia e l’altra a Terni. Quest’anno Perugia ha ospitato Umbrialibri dal 7 al 10 novembre presso il Palazzo della Penna; la manifestazione si sposterà a Terni dal 15 al 17 novembre prossimi, presso il CAOS. Tema della kermesse di quest’anno è stato La cultura che… Leggiamo sul sito di Umbrialibri:

“La cultura che”, è il titolo, cui seguono azioni quali resiste, occupa, collabora, muore, cambia, libera, imprende, connette. Se ne potrebbero aggiungere altre o sottrarne alcune, a seconda della propria percezione ed esperienza, ma non si può discutere il fatto che senza quel soggetto, la cultura, molte riflessioni verrebbero meno e saremmo tutti un po’ più poveri, non solo di spirito. Una manifestazione culturale che sente il bisogno di nominarsi, piuttosto che mettere l’occhio e la testa sui problemi del nostro tempo, come è accaduto per tutte le altre edizioni di Umbrialibri, denuncia certamente una crisi di identità e in qualche modo chiede aiuto e sostegno a chi resiste nel comprare e leggere libri e nel non rinunciare alle proprie abitudini e attitudini culturali.

Come molte altre manifestazioni del genere, Umbrialibri è organizzata in due settori: da un lato la mostra/mercato dell’editoria umbra e dall’altra presentazioni di libri, incontri culturali e conferenze varie che si tengono nella sede principale o in altri luoghi della città.

Ho preso parte a qualche incontro a Perugia e devo dire che, in genere, la qualità degli interventi è stata alta: del resto il calendario è fitto di appuntamenti quindi è agevole scegliere quello che più è in sintonia con il proprio sentire. Certo, come molte altre manifestazioni simili, ci sono tanti eventi in contemporanea e a volte bisogna fare delle scelte. Fa parte del gioco.

A fronte di queste esigenze di calendario, ci sono state però alcune scelte dell’organizzazione che non ho compreso, anche perché mi sono sembrate penalizzanti proprio dell’editoria umbra che dovrebbe essere invece proprio il cuore della manifestazione. Nel Palazzo della Penna, per esempio, gli incontri con l’autore si tenevano principalmente in due sale al primo piano e in una al piano terra. Al primo piano il bookshop era fornito solo di libri di editori nazionali e non umbri. I testi di questi ultimi erano esposti in un grande spazio a piano terra: peccato che questo spazio non fosse indicato da nessuna parte! Una piccola porta accanto al bar introduceva negli ampi saloni che, per lo più, erano deserti.

Nel manifesto di Umbrialibri si parla di “crisi di identità” ed è proprio quella che si provava a partecipare a qualche incontro e poi a non sapere dove poter acquistare il libro che si era presentato. Sono ben conscio che servono anche i grandi nomi per attrarre le persone, però pubblicizzare solo questi non fa certo un buon servizio alla cultura in generale.

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