L'amore, la guerra, la poesia: tutto è strategia

Il poeta Ariodante Marianni (1922-2007) ci parla dell'amore come una grande guerra tra due persone, con schermaglie e strategie varie.

Fate l'amore, non fate la guerra!

L'amore, si sa, è fatto di battaglie, tregue, schermaglie, tattiche, bandiere bianche issate, annunci catastrofici: insomma, una vera e propria guerra che, oltre a scombussolare i cuori, spesso ha conseguenze anche sui nostri corpi. Il tema della guerra e dell'amore lo abbiamo già visto nella poesia Domenica dopo la guerra di Vittorio Sereni, in cui il poeta prova a immagine l'intensità dell'amore tra due persone che si ritrovano una domenica dopo la guerra.

Ora guardiamo al tema dell'amore e della guerra da un altro punto di vista. Nella poesia L'amore è una guerra, Ariodante Marianni (1922-2007) ci presenta l'amore come una guerra, utilizzando tutti i termini tipici del linguaggio bellico e piegandoli alle esigenze dell'amore: alla fine non resta che sventolare un bianco sorriso. E vivere d'amore.

L'amore è una guerra

L'amore è una guerra, vuoi convincermi,
con qualche tregua, con qualche armistizio,
e io deve essere un cattivo soldato
se vengo a te allo scoperto, senza difese,
a te che sai combattere bene, e colpisci
duro, ogni volta (ne porto i livi
per giorni). Così elaboro tattiche,
complicate strategie: ma a che servono?
Come ti vedo, alzo le braccia, sventolo
un bianco sorriso; e non ti piace, lo so.
Ma forse è quea la mia inconsapevole
rappresaglia: eludere i tuoi piani,
sventare gli attacchi, rendere inutili
le armi, toglierti, insomma, ogni gloria.

Foto | elleinad.

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