"Le nebbie del passato" di Andrea Marchetti

Le nebbie del passato di Andrea MarchettiMontebello è un ridente paesino di provincia che sembra aver cominciato lentamente a riprendersi dagli orrori della guerra. Ma per il Maresciallo Leonardi il terribile ricordo è ben più di un fardello da nascondere nelle fondamenta di una nuova vita, è una responsabilità personale che lo inchioda in un crescendo di angosciose visioni che ripercorrono come fantasmi i suoi giorni e le sue notti. In un complicato intricarsi di presenze e di assenze che non rientrano esattamente nelle forme di esistenza che concepiamo, la storia porta avanti in un percorso di redenzione inversa, lo strazio di una generazione piegata nell'intimità più profonda dell'umano.

S’era svegliato, nella atmosfera gelata della camera da letto, in un bagno di sudore; gli occhi erano cerchiati di nero pesto, mentre la bocca aveva l’arsura che solo gli stati febbrili possono lasciare. Il primo movimento che aveva fatto era stato quello di allungare una mano, nel buio della stanza, per bere dal bicchiere della notte, che si trovava vicino alla sveglia sul comodino. Sentiva il calore delle febbri alte su tutto il corpo e un groppo alla gola che, fastidioso, gli impediva di deglutire regolarmente; ma soprattutto sentiva che era nella morte di quei poveri soldati, che doveva essere stata cruenta, di questo ne era certo, l’origine di tutti i suoi mali. I rintocchi dell’orologio a pendolo dei frati benedettini annunciavano che era trascorsa un’ora dopo le tre della notte. Cercò disperatamente di riprender sonno nel caos di patimenti fisici ed emotivi, che lo attanagliavano grandemente, ma fu soltanto un agitar di lenzuola che lo tenne impegnato fino al nuovo giorno.

Nella recensione di Diletta Nespeca si trovano alcune chiavi di lettura celate all'interno del romanzo, ma anche degli spunti tratti dalla memoria della sua famiglia, che come preziose reliquie di un tempo che fu, e del quale stiamo perdendo inevitabilmente le testimonianze dirette, puntellano le riflessioni sviluppate intorno al libro di Andrea Marchetti, di pezzetti di vissuto interiorizzati.

[...] l'autore non perde mai il filo, c'è un lucido avvicendarsi degli eventi che ci conducono ad una serie di morti perpetrate nel disperato tentativo di nascondere misfatti terribili del passato in cui le vittime diventavano carnefici e i carnefici vittime [...]
Ricordo le parole di mio nonno che raccontava la sua esperienza con la guerra, diceva - quando vedemmo i tedeschi andare verso sud ci parvero terribili, ci facevano paura, erano alti, forti, avevano queste divise inquietanti, gli stivali lucidi, lucidati perfettamente [...]
ma quando li vedemmo tornare indietro avevano le zecche, i pidocchi, le divise erano strette con le corde a causa della magrezza perché non mangiavano da settimane. E allora vidi, solo allora vidi - diceva mio nonno - che si trattava di ragazzi, ragazzi di diciassette anni che soffrivano tanto quanto soffrivamo noi [...]

Via | cussler.blogspot.com

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