Barbara di Jacques Prévert secondo Lucio Curatozzolo

Sottili le sillabe che si incatenano come amorose reliquie di un dolore antico e rinnovato, di una commozione che solo la bellezza e il suo improvviso svanire a causa della più crudele delle ingiustizie, sonore e mute come solo le parole di Jacques Prévert, quando ascoltavo rapita come Barbara, una lingua che non era mia, ma che in fondo lo era per una scelta del caso, per un amore del suono.


[...] Ricordati quel giorno ad ogni costo,
non lo dimenticare.
Un uomo si era rifugiato sotto un portico
e ha gridato il tuo nome:
-Barbara!-
E sei corsa incontro a lui sotto la pioggia,
grondante, rapita, rasserenata,
e ti sei gettata tra le sue braccia
Ricordati questo Barbara. [...]

Ho ascoltato con ogni singola estensione del mio corpo, ripercorso nelle sere d'autunno, i rivoli freschi di pioggia che colavano abbondanti dall'impermeabile intriso di un'acqua salvifica, mentre sapevo di non capire, istupidita dalla stanchezza della giornata, ciò che davvero stava accadendo, e quando la magia si è lentamente trasformata per lasciar posto alla preoccupazione, ho guardato svanire lentamente quella sottile linea d'ombra, che le note di Claude Debussy ritracciano evanescente.

[...] Piove senza sosta su Brest,
come pioveva allora, ma non è più la stessa cosa
e tutto è crollato
e una pioggia di lutti terribili e desolata,
non c'è nemmeno più la tempesta di ferro, di fuoco, d'acciaio, di sangue,
soltanto di nuvole che crepano come cani. [...]

Via | youtube.com

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