Un giorno mi troverai, di Kim Edwards

kim edwardsChi ama la scrittura di Kim Edwards sa già cosa aspettarsi dal nuovo Un giorno mi troverai: una narrazione pulita, lucida, che ti fa assaporare il piacevole tepore dei gesti più ordinari, come sollevare una tazza di caffè bollente o ritrovarti nella piacevole atmosfera di un giardino notturno, il tutto unito a una capacità di scavare nel cuore dei suoi personaggi senza lasciarsene sfuggire ogni più piccolo moto.

Una scrittura così attenta ai dettagli che sembra riportarci ad atmosfere narrative nitide tipiche dell'estremo oriente, e il parallelo mi è venuto alla mente proprio all'inizio della lettura sentendo la protagonista descrivere la vita in Giappone insieme al fidanzato Yoshi.

Ma è solo l'inizio appunto perchè Lucy parte all'improvviso – complice un banale incidente al polso di sua madre – costretta a fare un brusco salto all'indietro nel suo passato, accorgendosi che molto è cambiato nella vita della sua famiglia.

Nessuno d'altronde è più tornato completamente a vivere, dopo la morte misteriosa di suo padre. E se quella notte lei lo avesse accompagnato nel suo giro notturno in barca forse tutto questo non
sarebbe successo, e lui non sarebbe caduto nel lago sbattendo la testa.

Ma ora Lucy deve ricominciare a far scorrere il tempo: la relazione con Yoshi è a una svolta, suo fratello sta per diventare padre e la madre – corteggiata da un bel medico – vuole vendere la loro casa, mentre lei incontra un suo vecchio amore troncato prematuramente dopo la morte del genitore.

E in più non riesce a togliersi dalla testa il mistero di alcune lettere sigillate trovate nell'archivio del bisnonno, e alcuni oggetti appartenuti forse a una misteriosa ragazza che nessuno in famiglia ha mai nominato, ma che nei suoi scritti fa trasparire un doloroso segreto. Non dico di più. Narrazione suggestiva, come un bel giardino notturno, appunto.

K. Edwards
Un giorno mi troverai
Garzanti
18.60 euro

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