Un salto nel vuoto, Maurizio Cattelan si racconta in un libro intervista

maurizio cattelan, un salto nel vuoto, rizzoli, libri, editoria Per Maurizio Cattelan il mondo sembra assomigliare a un testo da alterare a piacimento inserendo dettagli spiazzanti, capaci di insidiare le certezze del pubblico fino all'estremo: dai bambini impiccati all'albero, a Giovanni Paolo II spiaccicato da un meteorite, dal cavallo appeso al soffitto fino a Hitler che prega in ginocchio e al dito medio di Piazza Affari a Milano.

Ora il grande artista padovano, da sempre restio anche soltanto a rilasciare interviste, ha accettato di rompere il silenzio attraverso un libro intervista che uscirà per Rizzoli e che si intitolerà Un salto nel vuoto, scritto con Catherine Grenier. Dall’infanzia a Padova, dalla difficile storia familiare segnata dalla malattia della madre, passando per un’adolescenza non meno complicata passata a lavorare negli obitori e negli ospedali, fino alla scoperta della vena creativa e alla decisione di non accettare di farla diventare un "lavoro", ma un'arte.

Il ritratto che emerge è quello di un uomo da sempre votato alla libertà e all'indipendenza, che ha deciso di mettersi a fare l'artista per poter "smettere di lavorare". «A volte è salutare restare al di fuori di un gruppo», dice Cattelan, e forse ha ragione. Di certo la sua storia ha il sapore dolciastro delle avventure finite bene, tipico delle storie che non si ripetono. Ma proprio per questo, leggerla può far bene alle nostre speranze appassite.

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