Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati

Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati

Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati mi ricorda l'ultimo sguardo di Orfeo ad Euridice che si dissolve. Solo che i protagonisti della storia non hanno l'onore di concedersi nemmeno quest'ultimo contatto e anche nella notte cruciale non saranno fianco a fianco. Un marito, una moglie e una scomparsa improvvisa con la quale si devono fare per forza i conti. Luisa non ha che trent'anni, due bambine ed un mondo di segreti inconfessabili. Il suo corpo freddo nel lettino di una delle piccole una mattina qualsiasi, non riuscirà a dare le risposte che invoca Matteo. Lui. L'abbandonato per eccellenza. E niente sarà come prima. L'equilibrio da fingere per le figlie, i rapporti con i parenti affranti che non arrivano, nonostante tutti gli sforzi e la buona volontà, a percepire fino in fondo quanto sia devastante la forza del dolore sordo che avvolge Matteo. Una sofferenza che lo trascina sul bordo di un crinale pericoloso esponendolo costantemente al rischio di cadere nella fitta rete dei non detti coniugali. Perché Luisa era lontana dall'essere la moglie e madre perfetta che si sarebbe potuto credere:

Chiusi gli occhi e provai a immaginarmi un mondo diverso, e non quell'orrore che stavo vivendo, una vita limpida dove le persone non avevano ambiguità e dove si potesse rimediare agli errori. Per esempio, era chiaro che la morte di Luisa apparteneva alla categoria degli errori gravi, niente era più inutile di quella scomparsa. Luisa teneva insieme un tessuto di affetti articolato ed esteso: la sua famiglia, io e le bimbe, i suoi genitori, gli amici e questo povero vecchio alla fine dei suoi giorni che le aveva generosamente dedicato parte dei suoi anni. Era chiaro che non si potesse nemmeno definirlo un amante. Era come Giovanni, come Allegra, faceva parte del pianeta dei confidenti di Luisa adolescente, una donna mai cresciuta che nascondeva le amicizie profonde per non farle intaccare dall'invadenza dei genitori. La rabbia non serviva più, dovevo riconciliarmi con mia moglie morta prima del tempo e non per sua colpa. Mi passò per la testa il pensiero di portarlo con me alla cremazione. Di nuovo al suo cospetto io e l'amante. Per un attimo pensai, per stasera può bastare.

Un lungo periodo di forti emicranie e una malattia spaventosa la stavano portando via, all'insaputa di tutti, tranne dell'altro, "l'amante mancato", confidente e sostegno di una donna alla deriva, e lei, persa tra le responsabilità di madre ed una probabile malcelata depressione postpartum, non era riuscita a preparare la sua famiglia al tragico epilogo. Se n'è andata così, all'improvviso, lasciando a Matteo il gravoso incarico di portare avanti quella vita che aveva disperatamente cercato di non farsi scappare.

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