Atti Impuri 3: la rivista-officina a cura del collettivo torinese sparajurij

atti impuri, birra, riviste italiane indipendenti Il mondo delle riviste letterarie in Italia, malgrado quello che si dice in giro (o meglio, che non si dice) è un territorio frizzante, multiforme e in costante crescita. Come dimostra il fermento che ogni dodici mesi permette di creare eventi come il BIRRA di Bologna, la voglia di fare letteratura dal basso resiste alle intemperie e alle mode, anche in un momento storico come questo in cui l'esordiente viene giocato spesso come carta vincente dalle case editrici, senza bisogno di gavetta.

Nel ricco panorama della microeditoria indipendente italiana, accanto a realtà come Il primo amore, 'Tina, Inutile, El Aleph, Follelfo e molti altri, c'è anche Atti Impuri, "un'officina per piccole false testimonianze. Un cantiere di mondi in costruzione. Pianeti irritabili, inesausti. Irriducibili. Dopo quasi un anno dall'uscita del numero 2, il collettivo torinese sparajurij torna dunque a farsi sentire e lo fa producendo un numero, il numero 3, corposo e ricco di contenuti.

Come sempre l'attenzione dei ragazzi di sparajurij si concentra sulla "prosa breve, misura instabile e ondivaga per tradizione; un modulo capace di confrontarsi con la narratività come con il lirismo, con l'onirico e con il reale, con la lingua logorata dalla quotidianità e con quella della memoria letteraria." E i risultati sono notevoli: ottime in particolare le narrazioni di Riccardo Ferrazzi, Elisa Ruotolo e Giuseppe Caliceti.

Il lavoro fatto negli scorsi numeri sta maturando bene, dunque e la qualità non manca, anche nel complicato territorio della poesia (cosa che non è mai scontata). Quel che si sta formando, numero dopo numero, è un prodotto che vale e che arricchisce la già interessante realtà della cultura indipendente italiana di una voce di tutto rispetto.

Collettivo Spara Jurij, a cura di
Atti Impuri 3
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euro 12,00

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