Il diavolo o Van Gogh, indagine pittorica di Alan Zamboni e Antonio De Robertis

Un affascinante indagine a due teste che svela alcuni retroscena delle opere del grande pittore olandese.


Cosa ci fanno un musicista-scrittore con il pallino dei viaggi ed uno dei più ferrati appassionati di Van Gogh in giro nel sud della Francia? Per scoprirlo basta immergersi nella lettura de "Il diavolo o Van Gogh" indagine pittorica di Alan Zamboni e Antonio De Robertis che in realtà corrispondono esattamente ai due personaggi che abbiamo lasciato in giro per la Provenza nell'interrogativo d'apertura. Ad unirli la passione per il caro Vincent (che ha portato Zamboni già tra le nostre pagine con "L'ultimo quadro di Van Gogh") e una ricerca svoltasi realmente.
Tra ore trascorse a spulciare il famoso carteggio tra Vincent e il fratello Theo, preziosissima fonte di informazioni, guidati dalla solida esperienza in materia di De Robertis (saltato alle luci della ribalta nel 1990, nel remake del celebre quiz di Mike Bongiorno “Lascia o Raddoppia?” condotto da Magalli) e alcune spedizioni alla ricerca di conferme presso la casa di cura Saint-Paul-Mausole di Saint-Rémy, i due singolari investigatori armati di infinita pazienza e ottimo spirito di osservazione, cercheranno riscontri ad un'ipotesi piuttosto ardita ed inquietante, i cui estremi stanno tutti in un tela strana al centro di un'interessate speculazione artistica "vera in tutte le sue parti e in tutte le sue dinamiche" (per definizione messa nero su bianco all'inizio del testo dallo stesso narratore nella premessa) destinata agli amanti di Van Gogh e dei "gialli a tema artistico". Zamboni consegna al lettore le chiavi per inoltrarsi in un fitto mistero pieno di piacevoli digressioni storiche, coinvolgendolo in un susseguirsi di eventi e scoperte incentrati su un quadro collegabile al genio olandese.

Quel geometra doveva sentirsi come un archeologo che, dopo anni di studi e scavi, trova una pietra, un primo gradino di quello che magari, asportando terra come se i metri cubi fossero secoli, darà nuovamente luce a un edificio o un anfiteatro greco ancora perfettamente conservato.
Così come la sabbia, gli strati di ghiaia e talvolta il cemento o l’asfalto ricoprono antiche strade e resti di sfarzosi palazzi, allo stesso modo i colori possono nascondere vecchi quadri che vengono così sotterrati senza pietà e destinati all’oblio eterno da pittori che, per i più disparati motivi, hanno deciso di riutilizzare quel supporto per nuove opere.

"Il diavolo o Van Gogh"
La storia vera di un'inquietante tela firmata Vincent
di Alan Zamboni con Antonio De Robertis
15 euro

Via | vangoghiamo.altervista.org

  • shares
  • Mail