Barack Obush, un'inchiesta di Giulietto Chiesa e Pino Cabras

Osama bin Laden, Al-Qa'ida, Primavere arabe, Libia, Cina e multicentrismo globale: un'inchiesta da non perdere Quando Obama vinse le primarie democratiche negli States, tutto il mondo iniziò a tenere il fiato. Quella che si prospettava, infatti, era una sfida imperdibile tra quello che sarebbe diventato quasi certamente il primo presidente nero d'America, sostenuto dai sogni della classe media e dai social network, e l'ultimo esponente di un clan attaccato al potere da anni, simbolo di un tipo di politica americana che era risultata perdente.

Quello che tutto il mondo non poteva sospettare, in quei giorni, era che l'arrivo alla presidenza di quell'uomo dallo sguardo franco e dall'espressione sincera non avrebbe significato altro che un cambio di faccia, o meglio di facciata. Dietro al sogno americano del Yes, we can, infatti, non c'era e non c'è nient'altro che le solite lobby di sempre. L'unica grande differenza è che con Bush hanno capito che dovevano cambiare volto.

Quello che la penna sferzante di Giulietto Chiesa e di Pino Cabras in questo Barack Obush, pubblicato da Ponte alle Grazie, delinea è un impero completamente in frantumi, in declino economico, ma anche sociale e politico. E' il ritratto di una grande potenza che a un certo punto della sua storia, come un giocatore di tennis, ha avuto sulla racchetta la palla del match point, ma che l'ha pazzescamente sprecata. Ora di quell'impero svuotato, crollato dal di dentro insieme alle sue torri, non resta che un pallido simulacro, una sagoma di cartone che non ha più la lucidità per dettare le coordinate dell'immaginario collettivo globale.

A partire dalla strampalata favole dell'uccisione di Osama Bin Laden - alla cui morte hanno creduto in una cinquantina in tutto il mondo - fino alla costruzione mediatica del nemico Al-Qa'ida. Dal futuro delle primavere arabe, fenomeno di cui conosciamo ancora poco, fino alle prospettive di questo nuovo mondo pluricentrico: il mondo sta cambiando rapidamente e noi, convinti fino a pochi anni fa che la storia si fosse fermata ai nostri piedi, rischiamo di venire travolti dal vortice della storia che, rimessosi in moto rivoluzionerà l'equilibrio mondiale.

Insomma, un'inchiesta da leggere, mettendo da parte lo scetticismo che ci fa normalmente bollare qualsiasi versione differente dalla verità ufficiale come menzogna. La verità infatti non esiste, e senz'altro, se esiste, non può essere quella posticcia collusione di frottole che la società dello spettacolo e della mediatizzazione cerca di farci assumere come verità.

  • shares
  • Mail