"Dove eravate tutti" di Paolo Di Paolo

"Dove eravate tutti" di Paolo Di Paolo Italo Tramontana non ha ancora trent'anni e quando si lancia nella difficile impresa di raccontare il primo decennio del 2000. L'occasione che gli viene "offerta" dalla sua tesi di laurea in Storia Contemporanea, si rivelerà una miccia pronta a mettere in causa, non solo un periodo della storia italiana e mondiale ancora "troppo fresco" per poter essere analizzato a mente fredda, ma anche e soprattutto gli effetti devastanti che quello stesso arco di tempo ha avuto sulla sua stessa famiglia, marchiata a fuoco dalla tragedia che ha trasformato il padre, ex insegnante e neo-pensionato, in pirata della strada. Solo che il ragazzo investito non è uno studente che passava per caso, bensì il fidanzatino della figlia... e niente sarà più come prima.

Vorrei raccontarle di mio padre, di mia madre, di Anita e di Marangoni, di tutti, dov'erano e dove sono, di come le cose vanno e di come andavano, di quando ero un prestigiatore e di adesso che nessuna magia mi riesce. Mi piacerebbe dirle: se gli anni senza nome devo raccontarli a qualcuno, voglio raccontarli a te. Dove eravate tutti. Dov'erano i padri, soprattutto. Dentro il declino civile di un paese, così risuona l'essere giovani contro l'età adulta, contro l'assenza, contro il silenzio.

Il suo è un mondo segnato dal berlusconismo, affogato nella "parlantina brillantinata" di un leader che si è inoltrato in tutti gli ambiti della vita italiana, tanto da sembrare inscindibile persino dalla realtà più intima del nostro paese. E la domanda che si ripresenta sempre più prepotente al protagonista del libro di Paolo Di Paolo, pur avendo il suono amaro di un'affermazione, è la stessa che si ripercuote nel titolo, è la stessa che riecheggia nelle nostre menti ventenni, è la stessa che ci agita le notti e giorni senza alcun riposo apparente.

Via | feltrinellieditore.it

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