Sari in cammino, di Valeria Fraschetti

Valeria Fraschetti, Sari in camminoUna delle "tigri d'Oriente", fotografata da un punto di vista sociologico che mette in evidenza gli slanci di una società in rapido divenire e il fortissimo richiamo della tradizione. L'India. Una delle nazioni più controverse del pianeta e, al tempo stesso, polo attrattivo per moltitudini di ricercatori delle spirito, si mostra nel libro di Valeria Fraschetti senza veli, fautrice e vittima di discriminazioni che lasciano impietrita anche la mente più elastica.

Sari in cammino è la rappresentazione della società indiana moderna che continua ad avere nelle donne vittime sacrificali praticamente designate dalla nascita. Appunto, la nascita, motivo di costernazione per quelle famiglie che vedono nelle bambine un inutile spreco di energia creatrice perché le donne non sono utili, non generano reddito di qualità e possono essere investite solo nei campi, come braccianti, o come spose bambine vendute per poche rupie a uomini spesso, molto spesso, in età avanzata. Lo studio e il rifiuto del matrimonio rappresentano, allora, l'unico modo per sottrarre la donna ai lacci di una società che fatica molto ad accettare le giuste aspirazioni di chi è doppiamente “paria”: per casta e per genere.

Splendide le foto della pubblicazione e azzeccatissimo il sottotitolo di questo libro che va letto dopo aver fatto piazza pulita, per quanto possibile, dei prevedibili condizionamenti culturali: Ecco perché l'India non è (ancora) un paese per donne.

Valeria Fraschetti
Sari in cammino.
Ecco perché l'India non è (ancora) un paese per donne

Castelvecchi, 2011
ISBN 978-88-7615-591-8
pp. 181, con illustrazioni, euro 16

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