La guerra degli eBook

La guerra degli eBook

Non passa giorno in cui da qualche parte nel web non si annuncia la morte del libro cartaceo a favore di quello digitale, con tutti gli annessi e connessi del caso. In questo periodo, poi, sembra che questo atteggiamento sia cresciuto per via del nuovo Kindle. C'è allora chi si lancia in piani dettagliati che ci dicono anno per anno cosa succederà da qui al 2025, chi dice che ormai la carta ha i giorni contati, chi afferma che sì l'eBook sarà il modo di leggere nel futuro ma la tecnologia ci rende più isterici e meno capaci di concentrazione, chi afferma che alla fine se uno scrive bene continuerà a farlo e avrà sempre lettori.

Se fino a poco tempo fa c'era la gara tra librerie online a chi avesse più libri (per inciso, la storia è sempre quella: il celolunghismo vige in tutti i campi) ora l'attenzione si è un po' spostata sui device (piace tanto questa parola) e sulla morte del cartaceo e sull'autopubblicazione e via dicendo.

A me verrebbe voglia di dire un bel “basta!”. Sono un fan degli eBook dalla prima ora e, per quel che mi riguarda, leggo indistintamente su cartaceo, via internet, con l'eReader e, ora, anche con iPad. Ben vengano le dotte disquisizioni se servono a migliorare l'esperienza della lettura, ma se ci si preoccupasse principalmente di pubblicare bei testi non sarebbe meglio? Il supporto cambia e la storia ce lo insegna – tavolette, papiri, rotoli, codici, libri, cd, eBook - ma a me, come lettore, interessa leggere.

Non sarebbe il caso, quindi, di mettere al centro il lettore e l'esperienza della lettura?

Foto | Flickr

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