Recensione di La lepre e la tartaruga di Elizabeth Jenkins

Pubblicato in italiano (finalmente) il brillante romanzo della Jenkins, datato 1954, ma attuale in maniera impressionante; una storia sulle dinamiche relazionali nel matrimonio e nella società. Ma quale sarà la morale?

La lepre e la tartaruga è il romanzo che Elizabeth Jenkins (autrice tra l'altro delle biografie -psicologiche- di Jane Austen e di Elisabetta I) pubblicò nel 1954, e che ora viene finalmente edito anche in Italia grazie alla casa editrice Astoria; il titolo, fedele all'originale The tortoise and the hare riprende una delle più famose favole antiche di Esopo. Un punto di partenza quasi rassicurante per una storia terribilmente attuale, la storia di una coppia, dell'affacciarsi del "terzo elemento", ma soprattutto del contorno (qui la campagna inglese degli anni '50, ma andrebbe benissimo anche in una qualsiasi suburbia dei giorni nostri) sullo sfondo del dipanarsi degli eventi; un fattore di primaria importanza, spesso sottovalutato nelle faccende di cuore. Ecco l'incipit:

La luce solare di fine settembre inondava le vie formali e incolori tra Portland Place e Manchester Square. Il cielo era di un azzurro radioso, ma l'aria immobile era fredda. Un riccio dorato si staccò da un albero nascosto e atterrò sul marciapiede con un suono lieve. Nel piccolo negozio di ntiquariato un potente fascio di luce, intorbidito dalla polvere nell'aria, si diffondeva sulla collezione di oggetti di lacca rossa e tartaruga, similoro e marocchino. Imogen Gresham teneva un boccale tra le mani nude; era color azzurro cielo con un decoro di spighe di grano in rilievo, del tipo noto nelle località di campagna come "del mietitore". I suoi occhi ne assorbivano il colore e le dita i rilievi delle spighe. Suo marito però si accorse che la base era scheggiata e che da lì partiva un reticolo di crepe che si diramavano verso l'interno come fiumi in una carta geografica.

La protagonista, Imogen, viene tratteggiata dalla magistrale Jenkins come una personalità docile e premurosa; una che da' senza chiedere, tanto si sazia letteralmente con i propri sensi (...assorbendo ciò che vede e tastandolo con le dita nude...), e però rimane un po' chiusa nella sua bolla di dedizione agli altri, non accorgendosi delle strategie messe in atto dalla rivale Miss Silcox. L'errore principale di Imogen sta proprio nel non accorgersi della minaccia che inizia a strisciare dentro la relazione con il fascinoso -e incontentabile- marito Evelyn (acutissimo osservatore, salvo poi essere disperso nella cartina geografica delle emozioni); ma davvero di errore si tratta? Non sarà questo "difetto" di Imogen, l'elemento rivelatore di una natura infine vincente? Al di là della mera questione sentimentale, La lepre e la tartaruga è un ritratto implacabile degli assetti sociali che si sono consolidati nel dopoguerra; momento storico cruciale che ha determinato la nascita di alcuni archetipi contemporanei assai ben radicati.

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