"Il demone reazionario. Sulle tracce del Baudelaire di Sartre"

Alessandro Piperno

Alessandro Piperno si lancia alla scoperta del più oscuro "rapporto incestuosamente spirituale", della letteratura francese nel suo libro "Il demone reazionario. Sulle traccie del Baudelaire di Sartre":

Tutto questo spiega la famosa paresse baudelariana. E qui Sartre è acutissimo nel descriverne le nuances. Perché essa non va intesa come un abbandono perpetuo a uno stato di inattività e apatia. Ma anzi essa si traduce in quella forma di iperattività cerebrale che può condurti alla paralisi. Sartre parla di miriadi di "iniziative istantanee" che vengono fulmineamente disarmate dalla coscienza riflessiva che affonda nella propria stessa gratuità. Una strana forma di pigrizia quindi che non trova il proprio luogo elettivo in un letto o su una poltrona, ma in quaderni fitti di annotazioni inutili su libri che, si sa già, non verranno mai scritti. Ecco perché perfino i sentimenti di Baudelaire nascono-vivono-muoiono nella più sconcertante volubilità e in un sincretismo demoralizzante.

Alessandro Piperno è arrivato a far quello che ci si era forse sempre rifiutati di fare nel panorama letterario dell'ultimo mezzo secolo, giungere alla genesi più intima, rintracciare le ragioni e lo sviluppo di quel confronto cruciale che Sartre intraprese con Baudelaire, suo epigono e soprattutto suo grandissimo demone. Perché nel dandy soave e a tratti arrogante, in quella sua irresistibile "lascivia poetica", abita il germe di un fascino reazionario che costringeva l'integerrimo Signor Jean-Paul a far i conti con un baratro nichilista che, essendo anche il proprio fantasma e tirandolo subdolamente a sé, ne atteriva e disgustava (oltre ogni misura concepibile) l'amor proprio.

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