Torna l'autunno, una poesia di Pablo Neruda

Una poesia di Pablo Neruda dedicata all'autunno, per non dimenticare il grande poeta di cui abbiamo celebrato da poco l'anniversario della morte.

Torna l'autunno, una poesia di Pablo Neruda

L’anniversario della morte di Pablo Neruda che abbiamo celebrato nei giorni scorsi è anche l’occasione per rileggere le poesie di questo grande poeta, premio Nobel per la letteratura nel 1971.

I suoi componimenti poetici hanno molta fortuna in rete, anche se a volte ci troviamo dinanzi a degli errori di attribuzione: qualcuno smaliziato, infatti, di tanto in tanto mette online delle belle frasi a effetto e le attribuisce a questo o quel grande scrittore. Anche per questo motivo è necessario leggere le opere originali degli autori e non affidarsi al sentito dire: in questo modo potremo scovare le falsità!

Visto che la morte di Pablo Neruda è avvenuta il primo giorno dell’autunno (il 23 settembre), vi proponiamo la sua poesia Torna l’autunno come poesia domenicale.

Un giorno vestito a lutto cade dalle campane,
come un trepido tessuto vagamente di vedova,
è un colore, un sonno
di ciliegie affondate nella terra,
è uno strascico di fumo che giunge senza tregua
a mutare il colore dell’acqua e dei baci.

Non so se mi capite: quando dall’alto
si avvicina la notte, quando il solitario poeta
ode alla finestra correre il corsiero dell’autunno
e le foglie della paura calpestata crepitano nelle sue arterie,
c’è qualcosa nel cielo, grosso come una lingua
di bue, qualcosa nel dubbio del cielo e dell’aria.

Tornano le cose al loro posto,
l’avvocato inevitabile, le mani, l’olio
le bottiglie,
tutti gli indizi della vita: i letti,
soprattutto,
sono pieni di un liquido cruento,
la gente affida i segreti a loschi orecchi,
gli assassini scendono scale,
ma non è questo, è il vecchio galoppo,
il cavallo del vecchio autunno che trema e dura.
Il cavallo del vecchio autunno ha la barba rossa
la bava della paura gli copre le mascelle
e l’aria che lo segue è simile all’oceano
e profuma di un vago marciume sotterrato.

Tutti i giorni scenda dal cielo un colore di cenere
che le colombe devono spartire sulla terra:
la corda che l’oblio e le lacrime intrecciano,
il tempo che ha dormito lunghi anni
nelle campane,
tutto,
i vecchi abiti tarlati, le donne che vedono venire la neve,
i papaveri neri che nessuno può
contemplare senza morire,
tutto cade tra le mani che sollevo
in mezzo alla pioggia.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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