Novità libri settembre 2013, Nessundorma di Marina Mander

Siamo andati alla presentazione milanese del nuovo romanzo di Marina Mander, una storia che si svolge durante l'epica partita Italia-Francia del luglio 2006, in cui il calcio è metafora sublime di speranza di vita.

Ieri sera alla Mondadori di piazza Duomo a Milano c'è stata la presentazione del nuovo romanzo di Marina Mander, Nessundorma uscito pochi giorni fa nelle librerie per Mondadori. La Mander, che tra le altre cose scrive di arte contemporanea, è già autrice di tre curiosi libri: Manuale di ipocondria fantastica, Catalogo degli addii e La prima vera bugia; quest'ultimo (tradotto ed esportato Germania, Francia, Olanda, Spagna e prossimamente in Israele, Inghilterra e Stati Uniti) esprime in pieno l'affidabilità conferita da questa autrice triestina alle parole.

E' una ricerca sull'ineluttabilità di certi momenti che capitano così, mentre gli altri sono distratti. E' un'escursione estrema nel cuore umano al ritmo di una punteggiatura ineccepibile. E il balsamo derivato dal termine giusto per esprimerci, ci aiuta a districare meglio le emozioni, a mettere a fuoco l'essenza più pura delle nostre dinamiche relazionali. E' qui che si ricollega il nuovo romanzo, ecco l'incipit, che rende subito l'idea:

Oggi la città indossa un vestito sfacciato, un sorriso paesano, un trucco da carnevale, né sobrio, né elegante, come converrebbe a una rispettabile, bigia metropoli con aspirazioni nord-europee. Oggi sarà per la grande occasione, il caldo colorato e tropicale è esploso come un geyser dal centro della terra terrona, è salito fino al nord con un colpo di coda alla vaccinara. Anche i piccioni di piazza del Duomo si concedono una giornata da Ara macao, non c'è il mare, ma le ragazze escono in bikini, se vogliono, almeno quelle più belle. Tra il corso dello struscio e Ipanema non c'è quasi differenza: cubiste equilibriste in bilico sui panettoni di cemento, a bordo di sandali scarsamente ergonomici.

Ambientato durante la partita Italia-Francia del 2006. Mentre allo stadio i calciatori si giocano il titolo di Campioni del Mondo, la tensione è massima; questi 90 minuti sono un preziosissimo arco di tempo in cui improvvisamente la cosa in cui speri di più al mondo può avverarsi. La metafora calcistica calza a pennello con la lenta discesa nel pozzo profondo dei rapporti umani, sfilando una a una -fino all'ultimo minuto- le maschere che vengono abitualmente indossate nella pantomima quotidiana. Se arrivi a connetterti con i tuoi desideri più profondi, non hai più bisogno di recitare e finalmente, sei libero.

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