Storie di editoria a pagamento: Publish America contro J. K. Rowling

https://accrispin.blogspot.com/2011/08/taking-famous-names-in-vain.html

Una delle piaghe che ha infettato l'editoria negli ultimi anni è il fenomeno delle case editrici a pagamento, quelle che offrono discutibilissimi servizi di editing e di distribuzione ad autori emergenti, ma che in realtà basano i propri incassi sui pagamenti degli autori stessi, obbligati per contratto a comprare una certa quantità dei propri libri, finanziando di tasca propria la pubblicazione dei propri inediti.

Moltissime di queste case editrici, almeno in Italia, si limitano a chiedere banalmente e schiettamente i soldi agli autori interessati, senza lavorare troppo di fantasia. Al contrario, negli Stati Uniti, almeno a giudicare dall'ultima notizia che arriva da oltre oceano, esistono case editrici dotate di una creatività e di un coraggio di prim'ordine.

E' questo il caso della PublishAmerica, una casa editrice a pagamento con base in Maryland che ultimamente l'ha inventata proprio grossa, proponendo ai potenziali autori una tassa di 49$ contro la promessa di sottoporre le opere pervenute alla lettura attenta di J.K. Rowling, nientemeno che l'autrice del maghetto più famoso del mondo, Harry Potter.


Ecco le esatte parole usate da PA:

We will bring your book to the attention of Harry Potter's author next week while our delegation is in her hometown, and ask her to read it and to tell us and you what she thinks. Tell her what you think: in the Ordering Instructions box write your own note for JK Rowling, max. 50-100 words. We will include your note in our presentation for her!

Inutile dire che, nel giro di pochi giorni, l'autrice inglese ha fatto subito smentire dal proprio portavoce la pericolosa notizia, aggiungendo che sarebbe passata alle vie legali.

A quanto pare però PublishAmerica ha minacciato di reagire con le stesse armi, eliminando l'offerta dal proprio sito e minacciando di denunciare la scrittrice per aver fatto circolare una notizia falsa e diffamatoria sui media, rovinando la reputazione della casa editrice. Un gesto inusitato quest'ultimo, soprattutto per una casa editrice che, nel passato, aveva già promesso una serie di favori simili: dall'inviare i libri dei propri autori in lettura a personalità del calibro di Tom Hanks e Oprah, o addirittura a case di produzione come Dreamworks o Random House.

Via | WriterBeware

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