Roberto Saviano alla guida della Mehari di Siani per far ripartire Napoli

Un ritorno simbolico, quello dell'auto nella quale venne ucciso Siani, che percorrerà il tragitto fino alla sua casa dell'epoca, in una maratona inaugurata da Roberto Saviano.

A ventotto anni dalla morte del giornalista Giancarlo Siani la sua mehari verde, al volante della quale si trovava quando è stato ucciso il il 23 settembre 1985 e ormai diventata un simbolo della Napoli e dei napoletani che hanno deciso di resistere alla cappa imposta dalla camorra, ripercorrerà oggi la strada che avrebbe dovuto compiere se la vita del giornalista non fosse stata arrestata in un agguato.
Il percorso, in diretta streaming sul sito de Il Mattino di Napoli (al link in calce), quotidiano nel quale proprio nell'estate del 1985 Giancarlo lavorava con un contratto di "sostituzione", è stato inaugurato a partire dal luogo dell'omicidio e da via Chiatamone, sede del giornale che per ultimo lo vide impegnato alla sua scrivania, ma soprattutto al telefono, nelle strade, con il suo taccuino sempre in mano, pronto a registrare le paure della gente, a mettere nero su bianco la triste realtà di quotidiana sopraffazione che spezza ancora il morale all'ombra del Vesuvio.
Alla giuda del simpatico veicolo scoperto, inizialmente pensato per il deserto e per le vacanze, una delle icone di una lotta impari, condotta in punta di penna e a suon di parole:

A riaccendere i motori: lo scrittore Roberto Saviano è a bordo dell'auto, insieme con la scorta. Afferma: «La ripartenza della Mehari significa che riparte tutto. Riparte anche Napoli».

Un convegno dedicato alla legalità, tante iniziative come il "Premio Siani 2013", ormai giunto alla seconda edizione e del quale vi abbiamo già parlato l'anno scorso presentando il collettivo fotografico Magmaphoto, descritto attraverso il video "il viaggio della Mehari" di Marco Piscitelli, ma anche un obiettivo preciso, quello di portare la Mehari fino a Bruxelles, per parcheggiarla nel cortile del Parlamento Europeo e richiamare così l'attenzione sulle mafie, problema condiviso e non solo cancro localizzato nel sud Italia.

Nell'immagine copia schermo al link

Via | ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA

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