Erri De Luca al Festival del cinema di Venezia con un cortometraggio

erri de lucaPoter riacciuffare un pezzo di passato, costringerlo a esserci di nuovo. Questo il movente delle mie storie. (Erri de Luca)
Sono molto curiosa di vedere per intero il cortometraggio di Erri De Luca, Di là dal vetro, per la regia di Andrea di Bari, di cui il Corriere della Sera pubblica oggi i primi spezzoni.

Lo sono non solo perchè De Luca rimane uno dei miei scrittori italiani preferiti, ma anche per curiosità di vedere come un uomo schivo, amante dei silenzi della montagna, collaboratore di alcune trasmissioni tv, riesca a eprimersi artisticamente anche con questa arte.

Credo ci sarà anche qualche eco autobiografica, nel suo cortometraggio, visto che in varie interviste De Luca parlava della madre molto anziana (la tv è per certi versi positiva, riempie le giornate di persone sole e costretta a stare immobili, disse al proposito), e nel video oltre al volto dello scrittore si si intravvede una donna dai capelli bianchi intenta a un solitario che incita il figlio a "non agitarsi".

Fra le immagini anche quella della statua di legno di una donna con delle profonde crepe. La solitudine maschile, il rapporto tormentato con le donne - che quasi sempre come prova d'amore chiedono una vendetta per essere riscattate - è una costante di molte delle sue opere letterarie, da Tu mio, a Tre Cavalli o Il giorno prima della felicità.

Via | Corriere.it

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