Le più belle pagine d'amore. Dorigo e la Laide (Un amore)

buzzati Un altro grande, bellissimo classico, per continuare la nostra esplorazione delle più belle pagine d'amore della letteratura: Un amore, di Dino Buzzati. Storia, per chi non lo sapesse, dell'innamoramento dell'impiegato Antonio Dorigo per la ballerina Laide, conosciuta in una casa di tolleranza, che lo sottomette ai suoi capricci e che riesce a frequentare per un tratto della sua esistenza. E' lei a fargli apparire d'un tratto, il suo passato vuoto e inutile.

Uno dei passi più belli riguarda l'incanto che lui prova a guardarla danzare e cantare:

"...la vecchia canzone dello spazzacamino (...) Con stupore Antonio constatò che la Laide la cantava nello stesso identico modo, il medesimo ritmo a martello, l'uguale impeto come se vi ritrovasse il meglio di se stessa il senso genuino della vita. Continuando a voltarsi per guardarla mai l'aveva vista così bella una purezza commovente una gioia di essere al mondo e Antonio stupidamente ne fu orgoglioso no non era una delle tante ragazzette smaniose e svergognate quella là era una creatura umana in tutta l'ampiezza del termine era una faccenda importante".

Notare il pathos della scena, reso attraverso un uso essenziale della punteggiatura, che lo avvicina quasi a un flusso di coscienza, al ritmo della danza di Laide. E poi c'è la sensazione che prova ad averla accanto, durante un breve giro in auto.

"Certo era una bella e piacevole giornata di sole, la campagna verde e ridente oltrechè solitaria le nubi anche bellissime sarebbe stato così facile al suo fianco essere felici invece lei aveva detto: No senza di me tu non sei capace di vivere ed era sacrosanta e crudele verità. Perciò aveva taciuto. Sì ero vecchio un vecchietto tenuto, con tutto il mio mondo smisurato, entro il caldo e tenero cavo di una delle sue manine assai graziose e curate e ciononostante una energia grande mi teneva su benchè fossi vecchio, ero vecchio di anni questo sì ma in fatto di animo ero giovane per lo meno come probabilmente anzi più di lei, questa energia inoltre non era cattiva non era sporca anche se per esplicarsi si serviva dei soldi, era una cosa un po' stupida disinteressata e pazza che chissà come scaturiva da uno schifoso borghese come me era uno squillo lungo di tromba era un'antenna di luce era forse il volo fischiante e selvaggio del macigno che piomba giù a picco nell'abisso e là in fondo si spappolerà ma intanto vive, misericordia di Dio era l'amore".

  • shares
  • Mail