Le biblioteche sono ancora importanti. Parola di Alan Bennet

bennet Hanno ancora senso, oggi, le biblioteche? Oggi che (in teoria) chiunque (o quasi) può permettersi di comprare libri, che i libri si scaricano a pochi centesimi dalla rete (per chi ha l'eBook reader)? Che senso ha sostenere le biblioteche e il prestito pubblico gratuito?

Una appassionata dichiarazione d'amore alle biblioteche della sua vita viene dallo scrittore Alan Bennet (che personalmente amo molto) che scrive in un articolo sul London review of Books quanto sia importante ancora oggi per i ragazzi, avere a disposizione delle biblioteche.

E non solo “qualche biblioteca” di pregio, storica, magari lontana dalla periferia. No. Bennet parla di biblioteche locali, quelle che nel quartiere in teoria ci arrivi anche a piedi.

“Nelle attuali battaglie per preservare le biblioteche pubbliche non è stato messo abbastanza in risalto il ruolo del biblioteche come “luoghi”, non solo come servizi – spiega – Per un bambino che vive in un appartamento, dove lo spazio è un lusso e la quiete non è sempre facile da trovare, la biblioteca è il paradiso. Ma, detto questo, una biblioteca deve essere comoda e raggiungibile"

Ed è inutile, aggiunge, che le autorità cittadine puntino a valorizzare le biblioteche centrali, come se questo li esonerasse dall'investire nelle locali. Secondo Bennet, “per un bambino la biblioteca deve essere dietro l'angolo. E se chiudiamo le biblioteche di quartiere saranno i bambini a soffrire”.

In effetti, anche se non ho esperienza in merito, immagino che le biblioteche siano una boccata d'ossigeno per molti genitori che vogliano appassionare alla lettura i propri figli, visto che non tutti possono permettersi di rifornire in continuazione le librerie dei propri piccoli, visto l'attuale momento economico.

Quanto ha influito la presenza della biblioteca di quartiere sulla crescita delle vostre passioni di lettori/lettrici? Vi servite delle vostre biblioteche per le letture dei vostri bambini?

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