La rabdomante, di Breadford Morrow

morrow"E poi era successo. Così, semplicemente. La mia bacchetta biforcuta, senza alcun preavviso, si era piegata bruscamente verso il basso, tanto che mi era sfuggita di mano. (...) Quell'attimo poteva essere paragonato allo shock che subiscono i neaonati quando respirano l'aria per la prima volta, un'esperienza indispensabile e dolorosa".

Atmosfera lunare, brivido "giallo" e una scrittura densa e profonda. Ecco quello che offre questo bel romanzo di Breadford Morrow, che scorre lieve agli occhi nonostante le sue quasi quattrocento pagine. La scrittura ipnotica del mistery La rabdomante ci trascina infatti nelle pieghe della mente di Cassandra Brooks, insegnante part time, amante della mitologia (nome profetico, il suo, è il caso di dirlo) che eredita da suo padre il dono della rabdomanzia.

Cassandra viene "chiamata" da sorgenti d'acqua sotterranee invisibili agli occhi, e che ai proprietari terrieri che la pagano fa comodo scoprire, anche solo per decidere dove impiantare laghetti artificiali ornamentali. In realtà, il dono che le ha tramandato il padre ne nasconde uno ben maggiore, che il genitore non le ha mai confidato di avere egli stesso: quello della preveggenza e delle premonizioni.

Dopo un inquietante episodio risalente alla sua infanzia - la predizione della morte, in un incidente, di suo fratello Christopher - Cassie scopre di avere ancora questa dote, a sue spese. Tutto ha origine dal giorno in cui, durante una perlustrazione, si trova davanti, impiccata all'albero di una radura, una ragazza dal volto stranamente famigliare.

Peccato che dopo la sua denuncia, la polizia - e soprattutto il suo amico, l'ispettore Niles - non trovino niente nel punto indicato da lei, a parte la sua bacchetta da rabdomante, che aveva fatto cadere per lo spavento della visione. Per la protagonista inizia da quel momento un periodo in cui sembra perdere se stessa, agli occhi dei figli - i gemelli Jonah e Morgan, nati da una relazione occasionale - e gli anziani genitori Nep e Rosalie.

La loro paura è che Cass sia di nuovo tormentata dai "mostri" che le hanno tolto la serenità dopo la morte di Christopher: figure minacciose che la tormentano con visioni cruente nel sonno o in momenti di solitudine. "...la voce pareva carta vetrata dalla grana fine che raschiava contro una pietra. A volte mi appariva sotto forma di un animale o di un'altra ccreatura, ma più spesso lo vedevo come una nuvola che mi appannava la mente, una nuvola di un rosa carico e scuro, non dissimile dal colore che assume la mano quando si ricopre la luce di una torcia al buio".

Tanto più che Cassandra ricomincia a sentirsi perseguitata da misteriose apparizioni che si inseriscono nella sua routine quotidiana. Ma è solo quando viene ritrovata, effettivamente, una ragazza sperduta nel bosco, e Cassie inizia a riflettere sul suo passato e su una serie di coincidenze legate a quel luogo, che le risposte inizieranno ad arrivare.

"Un giorno la terra ci avrebbe accolto tutti quanti in un ultimo abbraccio e avremmo trovato la pace, cacciatori e prede. Ma per il moento quella pace non era per me, non ancora, neanche qui, nel cuore dell'isola che cullava i suoi morti. Sembrava che qualcuno volesse mettersi in contatto con me, qualcuno che era tornato alla polvere e qualcun altro che non lo era affatto. Mentre raccoglievo le mie cose per tornare al cottage fui costretta ad ammettere, sottovoce e solo a me stessa, che quel rifugio non era immune dalle incursioni dei morti, nè da quelle dei vivi. Attraversai la pineta continuando a guardarmi le spalle".

Bradford Morrow
La rabdomante
Elliot ed.
18,50 euro

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