Anteprima Booksblog. Avevano spento anche la luna, di Ruta Sepetys

sepetysAprii il blocchetto di carta da scrivere che avevo messo in valigia. “14 giugno 1941. Cara Joana” era rimasto solitario sulla prima pagina, un titolo senza una storia. L'avevo scritto quasi due mesi prima, la notte che eravamo stati portati via. Dov'era Joana? Cosa avrei dovuto scrivere ora se volevo finire la lettera? Sentii la voce della mamma che mi ammoniva di stare attenta, ma al mia mano cominciò lo stesso a muoversi

La madre di Lina va ad aprire in tacchi, cercando di non perdere la calma, alla NKVD, quella sera in cui lei e la sua famiglia vengono arrestati dalla polizia sovietica. In effetti, Lina avrebbe dovuto capirlo da tempo, che avrebbero presto abbandonato tutto, nella sua amata Lituania.

“Ripensandoci, i segnali c'erano tutti: foto di famiglia bruciate nel camino, la mamma che nel cuore della notte cuciva l'argenteria e i gioielli più belli nella fodera del suo cappotto e il papà che non tornava dal lavoro”. E poi la mamma che rompe le stoviglie del servizio buono per non lasciarle in mano ai sovietici, e lei che in bagno si guarda allo specchio. Non potrà più farlo per i prossimi dieci anni.

Inizia così, lasciando senza fiato, Avevano spento anche la luna, di Ruta Sepetys, in uscita per Garzanti il 25 agosto prossimo.

Sul treno, la bibliotecaria, una maestra severa, il proprietario di un albergo nella zona, uno sgarbato signore calvo, una ragazza che ha appena partorito. Tutta gente che Lina aveva visto parlare con papà, rettore dell'Università, tutta gente nella “lista” di chi crede in una “nuova Lituania”.

Lungo, lunghissimo sarà il viaggio nel vagone, sormontato dalla scritta “Ladri e prostitute”, in cui ci sono anziani, donne e bambini. Qualcuno fuma le pagine degli ultimi libri rimasti, a volte corrompendo le guardie si riesce a scendere per fare scorta di cibi zuccherati agli ultimi chioschi. Finchè, dopo sei settimane, si arriva a un Kolckoz, nell'Altaj, una azienda agricola collettiva, a lavorare come servi dei russi, e poi arriverà all'estremità dell'Artide, a Trofimovsk.

Lina sopravviverà grazie alla forza della sua memoria, che riesce a creare intervalli nel dolore e nella fatica grazie ai ricordi di quando erano una famiglia riunita e felice, e alla sua passione clandestina per il disegno, nella promessa fatta al padre: di escogitare un modo perchè lui possa ritrovarli tutti, dovunque si trovi.

R. Sepetys
Avevano spento anche la luna
Garzanti
18 euro

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