Libro impermeabile, novità 2012: ma ci servirà?

telegraph Eccola qui, la provocazione dell'articolista del Telegraph Jemima Lewis, che riprende la notizia del "libro impermeabile", che sarà commercializzato nel 2012. Si tratta di un volume stampato in una speciale carta waterproof. Ma ce ne era davvero bisogno? si chiede Lewis.

Ora, a parte la considerazione che non ogni innovazione tecnologica solo perchè nuova è destinata al successo - e che quindi non sappiamo se mai nessuno comprerà il libro waterproof - mi soffermerei sulle motivazioni della provocazione della Lewis, che riguardano l'essenza stessa dell'oggetto libro.

Secondo Lewis, chi se ne importa, in definitiva, se il nostro volume viene schizzato di gocce d'acqua mentre siamo in piscina, o, come scrive lei, ci cade un po' di crema da sole o il sugo degli spaghetti. Non abbiamo più, ai nostri tempi, quel rispetto reverenziale destinato all'oggetto-libro che esisteva secoli fa, possiamo anche "rilassarci". Allora, finito un libro in edizione economica, è meglio "buttarlo nel cassone della carta da riciclare".

A parte la mia brutta reazione a questa ultima frase, in effetti anche io mi domando a cosa ci servirà il libro "impermeabile". In genere sono tali quelli che regaliamo ai bambini nei primi anni di vita (difficile non sbriciolarli quando si fa il bagnetto) ma a noi cosa servirà? Anche io amo leggere in vasca ma basta un po' di accortezza in fondo no?

A meno che non si faccia la vita da avventurieri, è chiaro. Ma l'utilità per la massa dei libri waterproof mi è oscura: per la vita di tutti i giorni, non basta un po' di cura? Ma forse, decideremo di acquistare in carta ultraresistente i titoli che amiamo particolarmente e che vogliamo conservare intatti più a lungo: appena letto, cercai forsennatamente una copertina impermeabile per il mio amatissimo Maestro e Margherita. Abbiamo più paura di perdere le cose che più amiamo, si sa.

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