N come nostalgia, di Silvana Sonno

N come nostalgia, di Silvana SonnoLa collana Alfabeti per le emozioni della Cittadella editrice si arricchisce di un nuovo, interessante titolo: N come nostalgia di Silvana Sonno. L'autrice, basandosi su studi specifici, ma anche su testimonianze dirette e testi letterari, individua tre icone della nostalgia. La prima è classica: Ulisse che torna, che vuole tornare alla sua terra, alla sua casa, alla sua famiglia. Ma anche l'Ulisse cercato dalla madre Anticlea nell'Ade, che gli dice:

Ma il desio di vederti, ma l'affanno
della tua lontananza, ma i gentili
modi e costumi tuoi, nobile Ulisse,
la vita un dì sì dolce hannomi tolta.

La seconda icona individuata dalla Sonno è Penelope, la moglie di Ulisse, “rimasta a vegliare regina sull'isola, in assenza del suo re”.

Scrive l'autrice:

[Penelope] attende e tesse sulla tela l'intreccio delle sue memorie, snoda per essa l'intrico profondo dei suoi pensieri che ogni notte riannoda: e aspetta. Omero ci descrive una Penelope saggia e paziente, il prototipo della donna greca quale la polis la vorrà. Una donna tutta virtù e pochi desideri personali [...] Ma, diversi secoli più tardi, il poeta Ovidio rende in qualche modo giustizia a questa mesta regina e, nelle Heroides [...] le fa scrivere una lettera al marito, in cui la nostalgia e l'impazienza di un ritorno che non si concretizza – anno dopo anno – si colorano di turbamenti ed emozioni più “calde” e frementi [...] Penelope ha paura di non rivedere Ulisse, ma anche paura di rivederlo e trovare in lui i segni della propria – femminile – sconfitta. Solo se inserita in un percorso di conoscenza e accettazione di sé, questa nostalgia può sciogliersi nel riconoscimento del proprio posto nella vita che [...] comunque ci appartiene.

La terza icona della nostalgia è la bella addormentata nel bosco, la principessa Aurora (secondo la versione di Walt Disney) o Rosaspina. Silvana Sonno immagina cosa sia successo dopo che la principessa è stata risvegliata, dopo il classico “vissero felici e contenti” e dopo che Aurora/Rosaspina si sia resa conto di aver dormito per cento anni:

Dopo l'assestamento iniziale, avrà cominciato a pensare a quegli anni che le erano stati rubati, a desiderare di poterli riavere, in qualche modo, per non sentirli come un buco nero in agguato della sua nuova stabilità, ad averne qualche rimpianto.

Per l'autrice la bella addormentata troverà pace con se stessa e si riappacificherà con se stessa solo dopo avrà risvegliato la sua coscienza, nel rendersi conto di non essere più una principessa né una perenne addormentata. A questo punto c'è bisogno di narrare la fiaba della ex addormentata nel bosco, invito che la Sonno estende ai suoi lettori.

In conclusione

nell'epoca della globalizzazione, in cui il mondo appare a disposizione di ogni viaggio e il ritorno non è altro che un proseguimento dello stesso, la nostalgia si colora sempre più delle tinte del bisogno esistenziale verso un altrove indefinito, che spesso torna a coincidere con il proprio centro, svincolato dalle pastoie che contesti e relazioni a volte comprimono e imprigionano, all'interno di confini insopportabili, dentro la cosiddetta postmodernità, una dimensione in cui convivono l'ipermoderno e l'iperarcaico, l'individualismo sfrenato e il bisogno comunitario.

Silvana Sonno
N come nostalgia
Cittadella editrice, 2011
ISBN 978-88-308-1169-0
pp. 128, euro 10

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