Al via l’anno scolastico, tra il decreto scuola e il caro libri

Ricomincia l’anno scolastico in Italia, secondo un calendario diverso per ogni regione. Per l’occasione il Governo ha approvato il decreto scuola, anche per alleggerire il peso economico sulle famiglie che, comunque, resta alto (e non solo per colpa dei libri!)

Al via l’anno scolastico, tra il decreto scuola del Governo e il caro libri

Questa seconda settimana di settembre 2013 è cruciale per studentesse e studenti: riaprono infatti le scuole e riprende l’anno scolastico. Studenti e famiglie hanno avuto una sorta di benvenuto con il decreto legge che prevede misure urgenti per scuola, università e ricerca (il cosiddetto decreto scuola), approvato dal Governo. Una misura che nelle intenzioni del Governo vuole riaffermare il diritto allo studio, premiando la meritocrazia e alleggerendo un po’ il peso economico che le famiglie devono sostenere per mantenere i propri figli a scuola.

Già, il peso economico che vede sempre al centro il caro libri che, a volte, sono il capro espiatorio. Perché le lamentele spesso sono tutte sul costo dei libri e poche su quelle degli accessori: si sa, del resto, che uno zaino firmato fa figo, un libro, invece, non rappresenta un grande status symbol.

Per dirla tutta, proposte per contenere anche il prezzo dei libri ci sono state, ma poi sono state cassate in nome di una ben non identificata didattica che, invece, risponde più al nome di pigrizia che altro. Parliamo degli eBook che nei mesi scorsi sono stati al centro di aspri scontri: da un lato si schieravano quanti ne promuovono l’uso nelle scuole italiane, dall’altro quanti difendono a spada tratta il cartaceo (saranno gli stessi che poi si lamentano del fatto che gli zaini sono pesanti?). Si dice che sì, un eBook costa meno però il lettore eReader è caro. Vero. Ma cosa molto meno un eReader che un telefonino, eppure tutti gli studenti in classe hanno il telefonino, cosa perfettamente inutile (datemi dell’antico, ma la penso così). Che poi sull’eReader mica si leggono solo i libri scolastici, ma questo è un discorso difficile da fare in un paese che è allergico alla lettura come il nostro.

Quanti parlano di difficoltà didattiche, poi, forse non hanno ben chiaro come funziona un eBook e le tante potenzialità che può avere, come le mille risorse che ha la rete con la possibilità di svolgere compiti online (basta impostare un semplice documento su Google, per esempio).

Si dirà che così gli studenti sono invogliati a copiare: forse è vero, ma anche qui ricadiamo nel discorso pigrizia di prima. Tutto dipende da come sono concepiti i compiti: se sono meramente descrittivi, è naturale che si copi, se invece sono stimolanti è vero il contrario. Mi rendo conto che parlo da esterno e, come sempre, è più facile dare consigli che metterli in pratica: ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Per il caro libri, comunque, c’è sempre la possibilità di ricorrere ai libri usati: anzi, è una pratica da promuovere soprattutto per i libri che costano di più, così vediamo se le lobby del libro scolastico capiscono l’antifona. Perché se è vero che i libri scolastici italiani sono tra i più belli e accattivanti in tutta Europa, è altrettanto vero che sono anche i più cari (problema, questo, che non si porrebbe con gli eBook…)

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: