I passi letterari che citiamo più spesso

gattopardo Parto da un curioso articolo del Telegraph sulla mania che hanno gli inglesi di citare il mitico P.G. Wodehouse, per girarvi la domanda: secondo voi qual è l'autore (scrittore o giornalista) che noi italiani citiamo più spesso?

E' difficile rispondere e, forse, la domanda andrebbe riformulata così: quali sono le frasi o i passi di opere letterarie che noi italiani citiamo più spesso? Fate una prova e pensate alle prime che vi vengono in mente. Le mie curiosamente riguardano testi teatrali, a partire da celeberrime frasi targate Pirandello ("Non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver ragione", ne Il berretto a sonagli) o De Filippo ("Ha da passà a nuttata", in Napoli milionaria).

Oppure una delle celeberrime frasi del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa ("Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra"). E poi mi viene in mente la frase di Aldo Busi sulla giovinezza, che ho sentito citata più volte, e mi ha spinto a voler leggere il libro, di cui costituisce le prime battute ( Seminario sulla gioventù).

"Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminescenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela tanto presa per così poco, e anch’io ho creduto fatale quanto si è poi rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci... E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato".

Oppure c'è quella bellissima frase di Sciascia sulla “verità” (da Il giorno della civetta): “La verità è nel fondo di un pozzo: tu guardi in un pozzo e vedi il sole o la luna; ma se ti butti giù non c’è più nè sole nè luna, c’è la verità". La più famosa apologia dell'"ultima sigaretta", d'altronde, la dobbiamo a Italo Svevo (La coscienza di Zeno):

"Penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand’è l’ultima. Anche le altre hanno un loro gusto speciale, ma meno intenso. L’ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su sé stesso e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute".

Quali sono i passi letterari di autori e autrici italiane che sentite citare - e che citate - con più piacere?

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