Amanti e regine

Recensione di "Amanti e regine" di Benedetta Craveri - da www.whipart.it
di Annamaria De Simone


“Fortunato sei tu, Lettore, se non appartieni a quel sesso che, privato della libertà, è interdetto da tutti i beni… Un sesso a cui, come sola felicità, come uniche e sovrane virtù, si lasciano l’ignoranza, la servitù e la facoltà di passare per stupido, se questo gioco gli piace” (Marie de Gournay, 1626).

Di certo non fu questa la facoltà che esercitarono di preferenza le donne di cui racconta Benedetta Craveri in “Amanti e regine. Il potere delle donne”, uscito nel 2005 presso Adelphi e già giunto alla quinta ristampa.

L’autrice insegna letteratura francese, ed è dalla storia di Francia che il libro trae la sua materia femminina. La rassegna delle regine e delle favorite dei re di Francia, da Caterina de’ Medici (secolo XVI) a Maria Antonietta (fine Settecento), è nata nelle pagine culturali della Repubblica, dove ci aveva deliziato qualche estate fa, fino a costituire un libro a sé.

Circa venti ritratti di donne che, dal limitato cantuccio dovuto al pregiudizio misogino della società moderna, hanno saputo, o hanno fallito nell’intento, agire sul governo monarchico, sul gusto culturale, sulla moda, sul mecenatismo artistico, grazie al potere che il rango o il letto accordavano loro.

Le figure di Diana di Poitiers, della “regina Margot”, di madame de Montespan, della marchesa di Pompadour ci vengono presentate con il supporto di una quantità di fonti, letterarie e documentarie (memorie, lettere private), e insieme a loro quelle dei re di cui furono mogli o compagne, dei personaggi di corte e della società mondana dell’epoca.

L’impianto è storico-biografico più che narrativo, ma il libro riesce comunque a catturare l’attenzione del lettore con una prosa scorrevole e con gusto attento a cogliere i moventi e i risvolti psicologici delle diverse vicende.

Benedetta Craveri
Amanti e regine. Il potere delle donne
Adelphi edizioni, 2005

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